Scritto da 10:35 pm Brescia, Attualità, Top News

A Brescia apre Spazio Comune: un nuovo punto di riferimento per chi arriva in cerca di protezione

Brescia — A pochi passi dalla rotonda di via Repubblica Argentina, l’ex filiale bancaria al numero 90 ha cambiato pelle. Dietro le sue porte è nato Spazio Comune, un centro multiservizi pensato per accompagnare le persone rifugiate nei primi, spesso complicati, passi dentro una nuova vita. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Comune di Brescia, UNHCR, Intesa Sanpaolo e IKEA, un’unione di realtà pubbliche e private che hanno scelto di lavorare fianco a fianco.

di Monia Settimi

Appena entrati, si trova una lavagna piena di disegni e saluti: è stata l’idea di Bashir, arrivato un anno fa dal Pakistan, che in patria faceva lo psicologo. Per lui, uno spazio per esprimersi è il primo gesto di accoglienza autentica. La sindaca Laura Castelletti è stata la prima a lasciare un messaggio sulla lavagnetta nel giorno dell’inaugurazione, un gesto che ha voluto simbolicamente aprire la nuova casa dei servizi dedicati alle persone che cercano protezione.

La nascita di Spazio Comune non arriva per caso. Brescia è una città che negli anni ha visto crescere la propria componente internazionale: 55mila residenti stranieri, 18mila nuovi cittadini italiani, e una provincia che supera le 160mila persone di origine straniera. Numeri che parlano di cambiamento, ma anche di responsabilità. A confermarlo è l’aumento delle domande di protezione internazionale: l’anno scorso erano 3.600, e il trend attuale indica che il 2024 andrà oltre quella soglia, nonostante il calo degli arrivi via mare. Sempre più delicata, inoltre, la questione dei minori non accompagnati, già 342 quest’anno.

In questo scenario, Spazio Comune vuole essere molto più di un ufficio: un luogo dove non ci si sente soli davanti a moduli, appuntamenti e scadenze. Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR per l’Italia, sottolinea come questi spazi funzionino perché nascono “insieme” alla rete di chi sul territorio lavora ogni giorno con le comunità migranti. Un’idea raccolta anche dalla sindaca Castelletti, che richiama un tratto identitario di Brescia: la cura come pratica quotidiana, capace di contrastare narrazioni superficiali e divisioni sociali.

Il progetto ha potuto prendere forma anche grazie alla partecipazione di partner privati. Intesa Sanpaolo ha offerto lo stabile per dieci anni in comodato gratuito, nell’ambito del proprio programma contro le disuguaglianze. IKEA Brescia Roncadelle ha invece allestito gli spazi ascoltando direttamente le persone rifugiate, che hanno indicato cosa avrebbero voluto trovare in un luogo pensato per loro: ambienti accoglienti, funzionali e non istituzionali.

Oltre all’atmosfera, contano i servizi. Nel centro operano ADL Zavidovici, K-Pax e La Rete, che ogni giorno aiutano a orientarsi tra richieste di protezione, rinnovi di documenti, assistenza sociale, sostegno alla genitorialità e consulenze legali. Il progetto FAMI FAR Centro supporta il riconoscimento dei titoli di studio e la definizione dei percorsi professionali, mentre grazie a UNHCR e ActionAid vengono costruite opportunità lavorative e connessioni con la comunità locale. I programmi di Community Matching, poi, favoriscono amicizie e rapporti di vicinato tra cittadini e rifugiati, perché l’integrazione passa anche attraverso le relazioni di ogni giorno.

A introdurre i visitatori ci sono due grandi quadri dell’artista Leonardo Montemanni: mani coperte di fiori, simbolo di incontri possibili e di storie che si intrecciano. Un’immagine che racconta bene lo spirito del nuovo spazio: un luogo dove non soltanto si risolvono problemi, ma dove ci si può sentire riconosciuti.

In fondo, Spazio Comune nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: offrire a chi arriva un posto dove orientarsi, chiedere, sbagliare, riprovare. Un posto dove qualcuno ti vede, ti ascolta, e ti ricorda che ricominciare è possibile.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 19, 2025
Close