Brescia — Venerdì 21 novembre, il Mo.Ca (via Moretto 78) si trasforma in un laboratorio di consapevolezza. L’incontro “Come dire le violenze di genere (e come non)”, promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune, invita cittadini, giornalisti e comunicatori a riflettere su come le parole modellano la nostra percezione della violenza contro le donne.
di Monia Settimi
L’evento esplora il modo in cui i media raccontano femminicidi e aggressioni, mostrando quanto il linguaggio possa rafforzare stereotipi o, al contrario, contribuire a una comprensione più profonda e critica del fenomeno. Non si tratta solo di informare: si tratta di cambiare il modo in cui raccontiamo la realtà.
A guidare la conversazione sarà Ester Castano, giornalista e consigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, esperta in pari opportunità e nuovi linguaggi dell’informazione. L’iniziativa nasce anche dall’esperienza diretta con gli studenti: quattro classi delle scuole superiori di Brescia – due del liceo De André e due dell’istituto tecnico Sraffa – hanno analizzato articoli di giornale, confrontandosi su termini e narrazioni problematiche, e proponendo alternative più rispettose e consapevoli. Alcuni di loro presenteranno i risultati durante l’incontro.
Come ricorda Michela Murgia, intervenuta nell’iniziativa: “Le parole che scegliamo non sono neutrali: definiscono il mondo in cui viviamo. Saperle usare è il primo passo per cambiare la cultura e prevenire la violenza.”
Un momento di confronto aperto a tutti, pensato per sviluppare un approccio critico ai media e per far emergere un’informazione più responsabile, capace di contribuire a una società più attenta e rispettosa.
Last modified: Novembre 20, 2025


