Sirmione (venerdì, 17 luglio 2026) — Non tutte le ferite sono immediatamente visibili. Alcune attraversano il paesaggio, modificano la natura e raccontano il rapporto, spesso complesso, tra l’uomo e l’ambiente. È proprio da questa riflessione che nasce “Wound | Ferita”, la nuova mostra fotografica ospitata a Palazzo Callas Exhibitions di Sirmione, aperta al pubblico dal 18 luglio all’8 novembre 2026.
di Monia Settimi
L’esposizione raccoglie le opere selezionate nella XVI edizione del Premio Sirmione per la Fotografia e propone un percorso capace di andare oltre la semplice contemplazione delle immagini. Ogni scatto diventa infatti uno spunto per riflettere sull’impatto che l’attività umana esercita sul territorio e sull’importanza di preservare un patrimonio naturale sempre più fragile.
A rendere unica la mostra è soprattutto la scelta dell’allestimento. Accanto a ogni fotografia viene presentata una seconda copia in bianco e nero, volutamente strappata e successivamente ricomposta. Le cuciture restano ben visibili e assumono un forte valore simbolico: ricordano che ogni ferita lascia un segno e che nessun intervento può cancellare completamente ciò che è stato danneggiato. La ricomposizione diventa così un gesto di responsabilità e di memoria, più che un tentativo di riportare tutto allo stato originario.
Il progetto trae ispirazione dal Kintsugi, l’antica arte giapponese che valorizza le crepe degli oggetti riparati invece di nasconderle. Allo stesso modo, “Wound | Ferita” invita a considerare le cicatrici del paesaggio come testimonianze della sua storia e come monito a costruire un rapporto più consapevole con l’ambiente.
Per il sindaco di Sirmione, Luisa Lavelli, il significato della mostra supera la dimensione ecologica. Le ferite raccontate dalle immagini possono infatti rappresentare anche quelle interiori, che accompagnano il percorso di crescita di ogni persona. La ricucitura diventa così il simbolo della capacità di affrontare le difficoltà, trasformando le esperienze più dolorose in occasioni di maturazione e consapevolezza.
Anche la curatrice Mariangela Gavioli sottolinea come il progetto voglia ampliare lo sguardo del visitatore. Se le fotografie esaltano la bellezza del Lago di Garda e del territorio di Sirmione, l’allestimento invita invece a interrogarsi sul ruolo che ciascuno ha nella salvaguardia del paesaggio e sulla responsabilità di conservarlo per le generazioni future.
La mostra si inserisce nel più ampio percorso culturale promosso dal Comune di Sirmione, da tempo impegnato nella valorizzazione del patrimonio ambientale attraverso la fotografia e iniziative dedicate alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità. Il nuovo progetto prosegue inoltre la ricerca curatoriale avviata con la precedente esposizione “FIT”, confermando la volontà di utilizzare l’arte come strumento di riflessione sui grandi temi della contemporaneità.
Sono 115 le fotografie esposte, firmate da 75 fotografi provenienti dall’Italia e da diversi Paesi europei, che accompagnano il pubblico in un viaggio fatto di immagini, emozioni e consapevolezza.
“Wound | Ferita” sarà visitabile gratuitamente fino all’8 novembre. Dal 18 luglio al 27 settembre l’apertura è prevista tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00, con estensione dell’orario fino alle 22.00 il venerdì e il sabato; chiusura il lunedì. Dal 29 settembre all’8 novembre la mostra sarà aperta dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, sempre con chiusura nella giornata di lunedì.
Più che una semplice esposizione fotografica, “Wound | Ferita” si propone come un invito a fermarsi, osservare e riflettere, ricordando che ogni paesaggio conserva le tracce della propria storia e che prendersene cura significa anche imparare a non dimenticare le sue cicatrici.
Last modified: Luglio 17, 2026



