Adro (domenica, 10 agosto 2025) — Ad Adro, in provincia di Brescia, il ricordo di Gianfranco Miglio – giurista, politologo e padre del federalismo leghista – finisce al centro di una nuova tempesta politica. A oltre vent’anni dalla sua morte, il Comune ha deciso di rimuovere dall’ingresso del polo scolastico la scritta che ne riportava il nome, aprendo un acceso confronto tra maggioranza e opposizione.
di Monia Settimi
Miglio, soprannominato “il Profesùr”, negli anni ’90 aveva avvicinato le sue teorie alla Lega Nord, disegnando un’Italia divisa in tre macroregioni: Mediterranea, Etruria e Padania. Un’idea destinata a far discutere, proprio come la decisione presa oggi dall’amministrazione guidata da Davide Moretti, espressione del centrosinistra.
Secondo il sindaco, il passaggio è necessario per “togliere la scuola da qualsiasi colore politico”. Moretti ricorda che all’epoca della costruzione dell’istituto non fu mai raggiunto un accordo ufficiale tra Consiglio d’Istituto e Comune per l’intitolazione. L’edificio, però, fu comunque dedicato a Miglio. Ora l’obiettivo è dare un nome condiviso alla scuola, da scegliere insieme alla comunità scolastica, che andrà a sostituire quello attuale all’ingresso.
La mossa ha scatenato la reazione immediata della Lega. L’esponente Fabio Rolfi parla di “atto di codardia” e accusa la giunta di voler nascondere la scelta, avendo programmato la rimozione in pieno agosto. “La grandezza culturale di Miglio non si cancella con un cartello” – attacca – “non è patrimonio di una parte, ma dell’intera comunità”.
Anche la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli è intervenuta, ricordando Miglio come “figura che può dividere o entusiasmare, ma i cui insegnamenti e libri restano indelebili”.
La vicenda, partita da un piccolo centro della Franciacorta, è ormai diventata un caso nazionale, riaccendendo il dibattito su memoria storica, simboli pubblici e politica nelle scuole.
Last modified: Agosto 10, 2025


