Scritto da 9:57 pm Brescia, Politica, Top News

Brescia, bilancio consolidato e scontro sulla cultura: numeri e polemiche in consiglio

Brescia (lunedì, 29 settembre 2025) — Il consiglio comunale di settembre a Brescia si è aperto con numeri che, sulla carta, raccontano una città in crescita. L’assessore al Bilancio Marco Garza ha presentato il consolidato 2024 parlando di crescita solida: il totale sfiora i 21,8 miliardi e l’utile di pertinenza del Comune raggiunge i 161 milioni, con un incremento del 45% rispetto al 2023. Per la maggioranza, la conferma che il “sistema Brescia” è robusto e in grado di sostenere investimenti a lungo termine. Ma i numeri non hanno placato le tensioni: l’opposizione ha subito attaccato.

di Monia Settimi

Il primo fronte critico riguarda A2A. La consigliera Nini Ferrari (Fratelli d’Italia) ha accusato la giunta di presentare i conti come se la multiutility fosse interamente posseduta dal Comune, quando la quota reale è del 25,1% e in comproprietà con Milano. Una scelta definita un “artificio contabile” per gonfiare i risultati. L’assessore Garza ha respinto le accuse, sottolineando che il consolidamento integrale è previsto dalla normativa e convalidato dai revisori, e che le quote di terzi sono chiaramente indicate nei documenti.

La discussione si è infiammata quando il dibattito si è spostato sulla cultura. Ferrari ha criticato la gestione della Fondazione Brescia Musei e del Teatro Borsoni, parlando di un CTB in rosso e di un teatro con posti occupati pari a solo un terzo della capienza. Ha denunciato incassi in calo, sponsorizzazioni dimezzate e un buco di oltre un milione di euro sulla mostra Rinascimento. L’accusa più forte: iniziative e incarichi sarebbero affidati “agli amici degli amici”. La sindaca ha subito replicato, definendo tali insinuazioni “gravi e ingiuste”, perché mettono in dubbio la credibilità delle istituzioni cittadine.

A rincarare la dose è intervenuto Francesco Tomasini (Azione), delegato alle attività culturali, che ha difeso la scelta del Comune: sostenere che la gratuità svilisca i musei è come dire che i libri in biblioteca dovrebbero essere a pagamento. Per Tomasini, la cultura non è un’azienda ma un servizio pubblico e un investimento nel welfare culturale. Sul Borsoni ha sottolineato: “È una scelta coraggiosa per portare teatro e bellezza in un quartiere complesso, con un impatto sociale che va oltre le cifre”. Ferrari, visibilmente irritata, ha lasciato l’aula tra le proteste della maggioranza.

La giunta ha replicato rivendicando i propri numeri: 28mila spettatori al Borsoni e un tasso di riempimento del 70%, superiore alla media nazionale. Sulla Fondazione Musei ha ricordato le collaborazioni internazionali e i programmi sociali per bambini e persone con disabilità.

Alla fine il bilancio consolidato è stato approvato, ma la seduta ha lasciato dietro di sé tensioni profonde, in vista di altri capitoli delicati: le partecipate, il nuovo regolamento delle attività economiche e la mozione sul riconoscimento della Palestina.

Condividi la notizia:
Last modified: Settembre 29, 2025
Close