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Brescia punta sul suo passato per costruire il futuro: 15 milioni per rilanciare il Teatro Romano

Brescia (mercoledì, 21 ottobre 2026) — Ci sono luoghi che custodiscono la memoria di una città e altri che possono diventarne il simbolo della rinascita. A Brescia, uno di questi è il Teatro Romano, testimonianza della grandezza dell’antica Brixia e tassello fondamentale del patrimonio monumentale riconosciuto dall’UNESCO. Per il suo recupero arriva ora una svolta concreta: 15 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura per dare nuovo impulso alla valorizzazione dell’area archeologica e degli edifici che la circondano.

di Monia Settimi

L’ufficialità è arrivata con il decreto ministeriale n. 368 del 30 settembre 2026, firmato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, nell’ambito del piano nazionale Grandi Progetti Beni culturali 2025-2027.

Le risorse rendono operativo l’impegno assunto da Giuli durante le celebrazioni per il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata e aprono una nuova fase per uno dei complessi storici più importanti della città. Non si tratta soltanto di conservare antiche strutture, ma di creare le condizioni per rendere questo patrimonio più accessibile, comprensibile e protagonista della vita culturale bresciana.

Dietro il finanziamento c’è un percorso sviluppato negli anni attraverso la collaborazione tra Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. Studi, indagini archeologiche e interventi preliminari hanno progressivamente delineato le possibilità di recupero, preparando il terreno per un programma di lavori più ampio.

Il Teatro Romano, situato a breve distanza dal Capitolium, rappresenta da tempo una delle sfide più delicate della valorizzazione di Brixia. Il suo potenziale storico e culturale è enorme, ma la complessità delle strutture, il rapporto con Palazzo Maggi Gambara e le esigenze di tutela hanno finora reso difficile inserirlo pienamente nei normali itinerari di visita.

Negli ultimi anni, però, il quadro è cambiato. Dal 2023 la Soprintendenza ha promosso nuove attività per riportare alla luce le testimonianze archeologiche e approfondire la conoscenza del monumento. A queste si è aggiunto un finanziamento ministeriale di 1,5 milioni di euro, che ha permesso di avviare lo scavo completo del teatro nel luglio 2025. Le operazioni sono ancora in corso e hanno già restituito una lettura più chiara delle strutture antiche, offrendo elementi fondamentali per progettare gli interventi futuri.

Il nuovo stanziamento punta ora a trasformare il lavoro svolto finora in un progetto concreto di recupero. Il programma prevede il completamento degli scavi, il restauro delle strutture archeologiche e il miglioramento delle condizioni di accesso al Teatro Romano, con la possibilità di valutare anche un suo utilizzo per spettacoli e iniziative culturali, sempre nel rispetto delle caratteristiche e della fragilità del sito.

A completare il disegno sarà Palazzo Maggi Gambara, destinato a diventare una componente strategica del complesso. Il progetto contempla interventi di restauro e consolidamento, con l’obiettivo di consentirne la riapertura e valorizzarne la posizione, anche in funzione dell’accoglienza dei visitatori e della gestione dell’intera area monumentale.

Già nel 2025 Fondazione Brescia Musei, in accordo con il Comune e grazie al sostegno della Camera di Commercio di Brescia e di A2A, aveva affidato a David Chipperfield Architects Milano uno studio preliminare dedicato al futuro dei due edifici. Presentato nell’aprile dello stesso anno, il lavoro ha esplorato possibili soluzioni per organizzare gli ingressi, migliorare i collegamenti tra gli spazi e individuare nuove funzioni compatibili con la conservazione del patrimonio.

La prospettiva è quella di superare una visione limitata al restauro, costruendo un luogo capace di coniugare archeologia, architettura e attività culturali. Il Teatro Romano potrebbe così tornare a essere non soltanto una testimonianza del passato, ma anche uno spazio vivo, aperto alla città e alle persone.

Il progetto si inserisce inoltre in una strategia più ampia di valorizzazione culturale e inclusione. Il Comune ha già previsto il recupero e la rifunzionalizzazione del teatro e di una parte di Palazzo Maggi Gambara all’interno del programma La legacy di Capitale Cultura: un piano strategico di welfare culturale. Dal Teatro Romano di Brixia ai quartieri. L’iniziativa ha ottenuto 5,2 milioni di euro da Fondazione Cariplo, attraverso il bando Emblematici Maggiori 2024. Anche Regione Lombardia ha sostenuto le attività di studio e progettazione.

L’investimento ministeriale si aggiunge dunque a un percorso già avviato, rafforzando la possibilità di realizzare un intervento coordinato sull’intera area. I 15 milioni sono assegnati alla Soprintendenza, individuata come beneficiaria dal decreto. La definizione delle singole opere e delle modalità operative sarà affrontata attraverso il confronto tra gli enti coinvolti, con i primi incontri previsti già nel corso di questa settimana.

Restano ora da delineare nel dettaglio tempi, priorità e soluzioni progettuali, tenendo insieme la necessità di tutelare un sito archeologico delicato e l’ambizione di restituirlo alla comunità in una forma più fruibile.

Per Brescia, il finanziamento rappresenta un passaggio importante nella riscoperta di una parte fondamentale della propria identità. Il Teatro Romano e Palazzo Maggi Gambara potrebbero diventare il fulcro di una nuova esperienza culturale, capace di collegare la storia millenaria della città con le esigenze del presente.

Una sfida che guarda ben oltre i cantieri: riportare al centro della vita cittadina un patrimonio di valore eccezionale, trasformando la memoria di Brixia in un’opportunità per il futuro di Brescia.

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Last modified: Ottobre 27, 2026
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