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Brescia, serve davvero il parcheggio di Piazza Vittoria? I dati dicono di no

Brescia (martedì, 8 luglio 2025) – L’idea di chiudere al traffico uno dei parcheggi simbolo della città sembrava fino a poco tempo fa un’ipotesi estrema, quasi provocatoria. Eppure oggi, dati alla mano, diventa una possibilità concreta. A dirlo è il report “Posto Libero”, elaborato da Brescia Attiva con il supporto della Fondazione Mobilità in Città, che mette sotto la lente uno degli spazi più contesi del centro: il parcheggio interrato di Piazza Vittoria.

di Monia Settimi

Costruito nel 1974, oggi conta 520 posti auto e registra un via vai continuo, con picchi di 20 auto ogni 10 minuti. Un movimento che incide pesantemente sulla qualità della vita urbana, trasformando via Gramsci in una tangenziale a cielo aperto. Ma ciò che sorprende è che, nonostante questo flusso, la rete di parcheggi cittadini sarebbe già in grado di reggere il carico, anche senza Vittoria.

Secondo l’analisi, esistono alternative valide e disponibili: parcheggi come Autosilo 1, Fossa Bagni, Arnaldo Park o i grandi scambiatori lungo la metropolitana presentano un’ampia capacità residua, anche nei momenti di punta. Tutti si trovano entro 15 minuti a piedi dai principali poli del centro. In altre parole, la città è già pronta per una mobilità diversa. Basterebbe solo cambiare direzione.

Il nodo, però, non è solo logistico ma culturale. Oggi a Brescia il tempo medio per trovare parcheggio è di circa otto minuti. E una volta parcheggiata, l’auto resta ferma il 92% del tempo, occupando spazio pubblico che un tempo era destinato a incontri, commercio e passeggiate. I soli stalli regolamentati da parcometri occupano 11.740 metri quadrati: una superficie enorme, che potrebbe essere restituita alla vita urbana.

Il report rilancia una visione di città dove lo spazio torna alle persone, non alle macchine. Propone aree pedonali più ampie e continue, una revisione della ZTL oggi frammentata e incoerente, e l’introduzione di incentivi concreti per il trasporto pubblico. Viene citato, ad esempio, il modello di Salisburgo: un biglietto collettivo da 15 euro che copre sosta e mezzi per cinque persone. O ancora quello di Lubiana, con servizi a chiamata per anziani e persone con mobilità ridotta.

In Europa, città simili per dimensioni a Brescia hanno già intrapreso questa strada. A Utrecht il centro è stato liberato dalle auto già negli anni Settanta. A Ghent si vieta il traffico di attraversamento in centro durante il giorno. A Groningen si punta tutto su ciclabilità e trasporto integrato. Questi esempi dimostrano che un’alternativa è non solo possibile, ma realistica.

La questione torna quindi sul tavolo dell’amministrazione. La città è pronta per un cambiamento, e i dati confermano che esiste una rete già in grado di sostenere la riduzione del traffico nel centro storico. La chiusura del parcheggio Vittoria non sarebbe un salto nel buio, ma un passo deciso verso una città più vivibile, moderna e accessibile. Ora la scelta spetta alla politica.

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Last modified: Luglio 9, 2025
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