Brescia (martedì, 23 settembre 2025) — Due cortei in un solo giorno, migliaia di persone a sfilare per le vie di Brescia, cori e canti che hanno animato la città per ore. Ma il giorno dopo l’attenzione si sposta sugli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, avvenuti tra Piazzale Repubblica e la stazione ferroviaria.
di Monia Settimi
La sindaca Laura Castelletti ha rivendicato la forza della piazza come espressione di impegno civile e dialogo, prendendo però le distanze dalla violenza: «Non ha giustificazione e rischia di oscurare il vero messaggio: la richiesta di pace e di tutela della vita umana». Per lei, la violenza «non è mai una risposta» e indebolisce la causa palestinese.
La Lega ha invece attaccato con durezza, definendo le parole della prima cittadina «troppo generiche» e chiedendo condanne nette e denunce formali. Nel mirino finiscono anche esponenti della maggioranza, accusati di legami con aree radicali. La segreteria provinciale parla di “escalation di violenza” e rilancia la proposta di Salvini: far pagare agli organizzatori i danni. La deputata Simona Bordonali rincara: «Il Decreto Sicurezza non basta, servono norme più dure».
Eppure, oltre le polemiche, resta l’immagine di una città attraversata da una marea umana ampia e trasversale: docenti, studenti, famiglie, attivisti, molti dei quali alla loro prima manifestazione. Segno che una questione internazionale è riuscita a diventare catalizzatore locale, riportando in strada settori di società civile che da tempo non si vedevano.
Mentre la politica litiga sugli scontri, Brescia scopre una nuova forza di piazza, difficile da ridurre a semplice cronaca di tafferugli.
Last modified: Settembre 24, 2025


