Calcinato (domenica, 22 marzo 2026) — Una mobilitazione improvvisa, concreta e decisiva. A Calcinato, nei primi giorni di marzo, i canali svuotati hanno trasformato un intervento ordinario in una vera emergenza ambientale: decine e decine di pesci intrappolati, destinati a morire senza acqua.
di Monia Settimi
A fare la differenza è stato il senso civico. I membri del Comitato Cittadini Calcinato, accortisi della situazione, hanno prima lanciato l’allarme e poi avviato un’azione diretta, chiedendo un confronto con il Consorzio di Bonifica Chiese e il presidente Luigi Lecchi per trovare soluzioni concrete e immediate.
Nel frattempo, il monitoraggio non si è fermato. In diverse pozze residue sono stati individuati altri esemplari ancora vivi: una lotta contro il tempo per salvarli prima che fosse troppo tardi.
Arrivata l’autorizzazione ufficiale, i cittadini sono entrati in azione: stivali, reti e determinazione. Il risultato è stato sorprendente: circa 2 quintali di pesci recuperati, tra cui anche specie poco comuni, e riportati in sicurezza nel fiume Chiese.
Un intervento che va oltre il gesto simbolico e diventa esempio concreto di tutela ambientale. Ma il comitato guarda già avanti: non basta intervenire nelle emergenze, servono soluzioni strutturate. La richiesta è chiara: pianificare meglio le operazioni di asciutta per evitare che episodi simili si ripetano.
Perché salvare oggi è importante, ma prevenire domani lo è ancora di più.
Last modified: Marzo 22, 2026



