Brescia (martedì, 22 luglio 2025) — Si è conclusa nel modo più tragico la scomparsa di Fabio Festa, il 32enne escursionista di Chiari di cui non si avevano più notizie da tre giorni. È stato trovato senza vita martedì mattina, riverso in un canalone ai piedi del Blumone, tra i silenzi selvaggi delle Alpi Retiche meridionali. Le ricerche si erano concentrate proprio in quella zona, grazie alle ultime tracce lasciate dal suo telefono prima che ogni contatto si interrompesse.
di Monia Settimi
A individuarlo sono stati i vigili del fuoco dall’alto, nel corso di un sorvolo in elicottero. L’allarme era scattato sabato 19 luglio, quando Fabio aveva raggiunto in auto la Piana del Gaver per un’escursione solitaria verso la cima. Da quel momento, nessuno era più riuscito a contattarlo.
Una macchina dei soccorsi poderosa si è attivata senza sosta per giorni: Soccorso Alpino, vigili del fuoco, carabinieri, Guardia di Finanza, elisoccorso e droni in volo per raggiungere anche le zone più inaccessibili. Ma non è bastato: martedì 22 luglio, alle 8:30, è arrivato il ritrovamento. Il corpo è stato trasportato all’ospedale di Esine per gli accertamenti. Si ipotizza una caduta accidentale, forse causata da un passo falso o da una perdita di orientamento, anche se resta difficile da accettare per chi lo conosceva come attento, preparato e amante della montagna.
Fabio lavorava ad Adro, alla Morgan Tecnica, azienda rimasta chiusa in segno di lutto. In molti lo ricordano come una persona riservata, sorridente, appassionata di natura e camminate. Aveva fatto della montagna un luogo del cuore e, tragicamente, anche l’ultimo.
In mezzo ai crepacci, alle rocce e al vento d’alta quota, Fabio ha trovato la fine del sentiero. Ma non si spegne il suo ricordo, scolpito nella memoria di chi ha condiviso con lui passioni, sorrisi e sogni a occhi aperti, con lo zaino in spalla e lo sguardo rivolto alle vette.
Last modified: Luglio 22, 2025


