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Festa dei Nonni 2026, in Italia sono oltre 12 milioni: il cuore silenzioso delle famiglie

Brescia (venerdì, 2 ottobre 2026) — Ci sono nonni che accompagnano i nipoti a scuola, quelli che preparano il pranzo quando mamma e papà sono al lavoro, quelli che aiutano economicamente i figli e quelli che, semplicemente, ci sono. Sempre. Dietro una telefonata, un abbraccio o un piatto preparato con cura, c’è una presenza che per milioni di famiglie italiane continua a fare la differenza.

di Monia Settimi

Oggi, 2 ottobre 2026, si celebra la Festa dei Nonni, una ricorrenza istituita in Italia nel 2005 e diventata ormai un appuntamento speciale per grandi e piccoli. La data non è stata scelta per caso: coincide infatti con la ricorrenza liturgica dei Santi Angeli Custodi, un richiamo simbolico a quella funzione di protezione e vicinanza che da sempre viene associata alla figura dei nonni.

In Italia sono oltre 12 milioni. Un esercito silenzioso che, mentre l’aspettativa di vita aumenta, continua a rappresentare una presenza fondamentale dentro e fuori le mura domestiche.

Il loro ruolo, però, è cambiato profondamente. Non sono soltanto i custodi dei ricordi di famiglia o le persone a cui affidare i nipoti per qualche ora. Per molte famiglie sono diventati una vera e propria rete di sicurezza. Secondo i dati diffusi in occasione della ricorrenza, circa il 70% dei nonni si occupa dei nipoti, mentre il 96% offre anche un sostegno economico alla propria famiglia.

Numeri che raccontano una realtà spesso invisibile, fatta di piccoli gesti quotidiani che, sommati, hanno un peso enorme. Un passaggio a scuola, una spesa pagata, una giornata trascorsa con i nipoti, una mano nei momenti più complicati. È così che i nonni finiscono per diventare una delle colonne portanti del welfare familiare italiano.

E mentre il Paese invecchia, il loro contributo assume un’importanza ancora maggiore. Gli over 65 rappresentano oggi il 25,1% della popolazione italiana, circa 14,8 milioni di persone. Le proiezioni indicano che entro il 2050 la quota potrebbe salire al 34,5%.

Non è soltanto una questione di numeri. È una trasformazione della società che obbliga a ripensare il ruolo della terza età, soprattutto nei territori più fragili. Nelle aree interne e montane l’indice di vecchiaia arriva infatti a sfiorare i 223 anziani ogni 100 giovani, contro una media nazionale di 182,6.

Da qui la richiesta, avanzata dall’Associazione nazionale pensionati agricoltori di Confagricoltura, di investire maggiormente nei servizi destinati alle persone anziane: dalla sanità a distanza ai trasporti, dai servizi postali alla sicurezza, fino all’assistenza domiciliare e al sostegno ai caregiver familiari. L’obiettivo indicato è quello di superare l’idea dell’anziano come semplice destinatario di assistenza e valorizzarne invece il ruolo nella comunità.

Perché un nonno non è soltanto qualcuno che riceve cure. Molto spesso è proprio colui che continua a prendersi cura degli altri.

C’è poi un altro patrimonio, impossibile da quantificare: la memoria. Nei racconti dei nonni sopravvivono fotografie, tradizioni, episodi di famiglia, vecchi mestieri e pezzi di storia che altrimenti rischierebbero di scomparire. Sono storie raccontate magari davanti a un caffè o durante un pranzo domenicale, ma capaci di costruire un ponte tra generazioni lontanissime.

E oggi quel ponte può attraversare anche i confini.

A Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, l’Associazione nazionale lavoratori anziani presenta il rapporto 2026 “Nonni e nipoti cittadini del mondo”, dedicato alle famiglie italiane divise tra più Paesi. Quando figli e nipoti vivono all’estero, la distanza cambia inevitabilmente le relazioni familiari, ma non cancella il legame. Videochiamate, messaggi, viaggi e incontri diventano nuovi modi per restare vicini.

Anche le istituzioni hanno scelto di dedicare un pensiero alla ricorrenza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato il valore dei nonni come parte delle radici, della storia e dell’identità del Paese. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato il loro ruolo di riferimento e di guida per le nuove generazioni, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha rivolto un pensiero ai nonni definendoli custodi delle radici e degli affetti.

Ma forse la fotografia più autentica della Festa dei Nonni è molto più semplice: una mano stretta, una voce al telefono, una porta che si apre e qualcuno che chiede “Hai mangiato?”.

In un’Italia che cambia, dove le famiglie sono sempre più spesso distribuite tra città e Paesi diversi e dove la popolazione continua a invecchiare, i nonni restano una presenza capace di unire passato e futuro.

Oggi si festeggiano loro. Ma, in fondo, si festeggia anche tutto ciò che hanno saputo lasciare agli altri: tempo, affetto, esperienza e quella forma speciale di presenza che non fa rumore, ma che quando manca si sente più di ogni altra cosa.

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Last modified: Ottobre 4, 2026
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