Desenzano del Garda (martedì, 2 dicembre 2025) — Lunedì mattina il cimitero di Rivoltella si è trasformato in un vero e proprio presidio di sicurezza. Sei pattuglie tra Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale hanno vigilato l’uscita del camposanto durante il funerale di un uomo di 47 anni, appartenente alla comunità sinti e parente di Dolores Dori, la donna uccisa a colpi di pistola lo scorso ottobre a Lonato.
di Monia Settimi
La funzione funebre, programmata dopo la morte per malattia dell’uomo, si è svolta sotto stretta sorveglianza per evitare possibili tensioni legate alla faida familiare che ha portato all’omicidio di Dolores Dori. La Questura ha disposto il dispositivo di sicurezza per monitorare ogni movimento, in un contesto ancora segnato da sospetti e paure tra le famiglie coinvolte.
Dolores Dori, considerata per le sue origini una “principessa sinti”, era stata uccisa il 2 ottobre scorso all’interno del campo nomadi di Via Corte Ferrarini. L’omicidio sarebbe stato compiuto da Roberto Held, ricercato per settimane su tutto il territorio nazionale e poi arrestatosi spontaneamente il 27 ottobre. Nel frattempo, il figlio sedicenne e la madre della vittima erano stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato, per aver risposto al fuoco quel giorno.
Anche se il funerale non ha registrato incidenti, la presenza massiccia delle forze dell’ordine ha ricordato quanto la tensione tra le famiglie rimanga alta, con ogni evento pubblico ancora attentamente monitorato. La cerimonia ha così sottolineato come la sicurezza resti la priorità assoluta, anche nei momenti di dolore e commiato.
Last modified: Dicembre 2, 2025


