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“In nome loro”: Gino Cecchettin a Brescia per parlare ai giovani di rispetto e rinascita

Brescia — Un’aula gremita e un silenzio carico di emozione hanno accolto Gino Cecchettin, il padre di Giulia, la giovane di 22 anni uccisa l’11 novembre 2023. Nella facoltà di Medicina dell’Università di Brescia, Cecchettin ha partecipato all’incontro “In nome loro”, organizzato dalla Commissione Genere dell’Ateneo per riflettere insieme agli studenti sul tema della violenza di genere e sulla necessità di un cambiamento culturale profondo.

di Monia Settimi

Sul palco con lui anche Maurizio Piovanelli, padre di Desirée, la 14enne di Leno uccisa nel 2002, e Francesco Lonati, fratello di Elena, vittima di femminicidio nel 2006. Tre storie diverse ma unite dallo stesso dolore e dalla stessa volontà: trasformare la tragedia in un messaggio di vita, rivolto soprattutto ai più giovani.

Giulia credeva nell’altruismo, nel dialogo e nel rispetto reciproco – ha raccontato Cecchettin –. Oggi il mio impegno è portare questi valori nelle scuole, affinché i ragazzi imparino a costruire rapporti basati sulla proattività e non sulla prevaricazione”.

Durante l’incontro, il padre di Giulia ha annunciato anche l’avvio di un progetto educativo sperimentale, che coinvolgerà mille insegnanti in tre regioni, con video e materiali dedicati al tema dei sentimenti e delle relazioni sane. “Lancio un appello al Ministero dell’Istruzione – ha aggiunto – perché sostenga questa iniziativa e la renda un modello nazionale.”

Maurizio Piovanelli, ricordando la figlia Desirée, ha voluto parlare direttamente ai ragazzi presenti: “Rispettate le donne. Siete nati da una donna e dovete portarle rispetto ogni giorno. E alle ragazze dico: ascoltate i segnali, non ignorate comportamenti aggressivi o possessivi. Riconoscere il pericolo in tempo può salvarvi.”

Francesco Lonati ha invece lanciato un monito sulla responsabilità collettiva: “Quando una ragazza entra in chiesa e non esce più, vuol dire che qualcosa nella società non funziona. Un ‘no’ deve essere accettato come tale. Dobbiamo insegnare ai nostri figli che il rispetto inizia dai limiti dell’altro.”

A margine dell’incontro, l’Università di Brescia ha presentato la prima edizione del bando “In nome loro – Premi di laurea”, realizzato con il sostegno della Bcc di Brescia, del Soroptimist Club e della Fondazione Museke Onlus. I riconoscimenti, ciascuno del valore di mille euro, saranno assegnati a tesi di laurea dedicate al tema della violenza di genere e sono intitolati alle vittime Giulia Cecchettin, Desirée Piovanelli ed Elena Lonati.

Un momento intenso, di memoria e consapevolezza, in cui il dolore si è trasformato in testimonianza e speranza. Perché – come ha ricordato Gino Cecchettin – “solo educando al rispetto possiamo cambiare il domani”.

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Last modified: Novembre 3, 2025
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