Offlaga (sabato, 9 agosto 2025) — «Rifiuti per 120 piò e la terra scoppiò». Con questo slogan, stamattina in via Manerbio, decine di cittadini e ambientalisti si sono dati appuntamento per dire un secco “no” al progetto del nuovo impianto di trattamento rifiuti che dovrebbe sorgere nella zona.
di Monia Settimi
Secondo gli organizzatori, l’opera consumerebbe 420mila metri quadrati di suolo agricolo, l’equivalente di circa sessanta campi da calcio. “Un patrimonio di terra fertile cancellato per sempre – denunciano – per lasciare spazio a cemento, rifiuti organici, fanghi industriali e, con ogni probabilità, a odori insopportabili”.
Tra i promotori dell’iniziativa c’è Dario Selleri del gruppo Conoscere&Partecipare, che promette battaglia: “Metteremo a disposizione tutte le competenze tecniche per dimostrare l’incompatibilità del progetto. I dati del piano regionale dei rifiuti parlano chiaro: un impianto che tratta 410mila tonnellate all’anno è fuori scala e insostenibile per il territorio. Inoltre, un’installazione di questo tipo comporta gravi rischi per la qualità dell’aria”.
La mobilitazione non si fermerà al flash mob: entro fine agosto nascerà il comitato “100% Bassa – No mega impianto rifiuti”, con l’obiettivo di coordinare le azioni di protesta e portare il caso all’attenzione delle istituzioni.
Per Offlaga e la Bassa bresciana, la partita è appena iniziata. Da una parte, chi vede nell’impianto un’opportunità industriale; dall’altra, chi teme che il prezzo da pagare in termini di salute e ambiente sia troppo alto. Intanto, la voce della piazza è chiara: questa terra non si tocca.
Last modified: Agosto 9, 2025


