Brescia (mercoledì, 18 marzo 2026) — Mentre il costo della vita continua a salire in molte città italiane, Brescia si muove in controtendenza e contiene l’impatto dell’inflazione meglio di gran parte della Lombardia. I dati più recenti diffusi dall’Istat parlano chiaro: l’aumento annuo si attesta a un moderato +1,1%, con una ricaduta sulle famiglie pari a circa 332 euro in più all’anno.
di Monia Settimi
Un risultato che colloca la città tra le meno colpite della regione, soprattutto se confrontato con le performance di altri centri. A partire da Milano, dove l’inflazione accelera in modo deciso fino al +3,9%, trasformandosi in una stangata che sfiora i 1.200 euro annui per nucleo familiare. Una crescita sostenuta, alimentata anche dal fermento legato ai grandi eventi internazionali in arrivo.
Il divario si allarga osservando il resto del territorio: Bergamo e Mantova registrano aumenti più marcati rispetto a Brescia, mentre realtà come Varese, Trento e Bolzano mostrano rincari comunque consistenti, segno di una pressione diffusa sui bilanci domestici.
Guardando oltre i confini regionali, emergono però città dove l’inflazione è quasi impercettibile. Pisa guida la classifica nazionale con incrementi minimi, seguita da Campobasso e Potenza, esempi virtuosi di stabilità dei prezzi.
In Lombardia, solo poche eccezioni riescono a fare meglio di Brescia, tra cui Lodi e Como. Per il resto, la “Leonessa” si conferma una delle piazze più equilibrate: non del tutto al riparo dagli aumenti, ma decisamente meno esposta rispetto ai grandi centri. Un dato che, in tempi di rincari generalizzati, rappresenta un segnale incoraggiante per famiglie e consumatori.
Last modified: Marzo 18, 2026



