Brescia (lunedì, 15 dicembre 2025) — C’è un profumo che unisce l’Italia da nord a sud, ed è lo stesso che oggi arriva fino ai corridoi dell’UNESCO. La cucina italiana entra ufficialmente nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e la Strada del Gusto Cremonese celebra un traguardo che va ben oltre il cibo: è il riconoscimento di uno stile di vita, di una memoria collettiva, di un sapere che si rinnova ogni giorno.
di Monia Settimi
«Questo risultato premia una cultura fatta di mani, storie e relazioni», commenta il Presidente della Strada del Gusto Cremonese. «Un’eredità che non vive nei libri di ricette, ma nelle cucine di casa, nei campi, nei laboratori artigiani e nelle tavole dove si condivide».
In questo scenario, Cremona non è semplice spettatrice. È territorio protagonista. Le sue produzioni d’eccellenza, la profonda radice contadina e la capacità di guardare al futuro senza rinnegare il passato ne fanno un tassello essenziale dell’identità gastronomica italiana oggi celebrata dall’UNESCO.
Il riconoscimento internazionale rafforza una missione già chiara: tutelare il gusto autentico, raccontare il territorio, costruire alleanze tra chi produce, chi cucina e chi promuove. Un lavoro quotidiano che la Strada del Gusto Cremonese porta avanti con determinazione, consapevole che la qualità non è una moda, ma una scelta.
La cucina italiana è un patrimonio in movimento, vivo e condiviso. Custodirlo significa continuare a praticarlo, difenderlo e raccontarlo. È questo l’impegno che la Strada del Gusto Cremonese rinnova oggi, con orgoglio e passione, nel nome di una tradizione che parla al mondo partendo dalla propria terra.
Last modified: Dicembre 15, 2025


