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Rigotti scuote le certezze: “Dio ci ama? Preferisco gli dèi indifferenti di Epicuro”

Corzano (giovedì, 3 luglio 2025) – Un appuntamento imperdibile per gli amanti della filosofia si avvicina. Venerdì 4 luglio, al suggestivo Castello di Meano di Corzano, la celebre filosofa Francesca Rigotti salirà sul palco del festival Filosofi lungo l’Oglio con una lectio magistralis dal titolo provocatorio: “Esiste Dio? Il bisogno e le prove”.

di Monia Settimi

Nel cuore della riflessione di Rigotti si cela una domanda eterna, tra le più complesse e dibattute della filosofia occidentale: esiste davvero Dio? E se sì, che volto ha? Con uno sguardo personale e autentico, la filosofa racconta un percorso che parte dalla sua stessa infanzia, un tempo in cui la fede non era affatto consolatoria, soprattutto per le bambine come lei, “per le quali Dio sembrava non avere alcun amore”.

Dimenticate le solite argomentazioni fredde: Rigotti parte dall’“autobiografia filosofica” per coinvolgere chi ascolta a costruire la propria storia con le parole di un passato che ancora parla. Ricorda le grandi prove ontologiche medievali, da Sant’Anselmo a Cartesio, e ne mette in luce i limiti: seppur affascinanti, quelle dimostrazioni sembrano oggi più matematiche che spirituali.

Ancora più controversa è la visione di Dio come amore assoluto, che Rigotti smonta con una domanda che penetra nell’anima: se Dio ama davvero, perché permettere tanto dolore, perché lasciare soffrire bambini innocenti in guerre e tragedie? L’idea cristiana della libertà che giustifica il male non riesce a dare risposte convincenti di fronte a questa realtà drammatica.

Richiamando Kant, Rigotti ammette che la ricerca del divino è un bisogno umano profondo, una tensione verso l’inconoscibile che ci rende vivi e curiosi. Ma la verità, forse, è che il mistero rimarrà per sempre tale. Lei, con onestà, confessa di preferire la saggezza degli dèi indifferenti di Epicuro: esseri distaccati e neutrali, più coerenti con l’esperienza del mondo.

Il suo viaggio filosofico non promette risposte certe, ma apre a un dialogo sincero, a un’esplorazione coraggiosa del senso di esistere, di credere, di dubitare. Alla domanda finale su dove arriverà questo cammino, la risposta resta sospesa, come un enigma irrisolto: “Chi lo sa? Lo sa Dio, o forse nessuno.”

Un invito ad ascoltare, riflettere e lasciarsi provocare.

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Last modified: Luglio 3, 2025
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