Brescia (martedì, 24 giugno 2025) – Una mattinata di fuoco ieri in Commissione Bilancio a Brescia, dove l’assessore allo sport Alessandro Cantoni e il dirigente Claudio Paolini hanno affrontato a viso aperto la questione dell’aumento delle tariffe negli impianti gestiti da San Filippo, la società che cura 41 strutture sportive cittadine. Al centro del dibattito, un nuovo piano tariffario che entra in vigore quest’anno in modalità sperimentale, e che ha sollevato polemiche soprattutto dalla Lega cittadina.
di Monia Settimi
“Tariffe congelate dal 2018, ora serve un salto di qualità”, ha esordito Cantoni, ricordando le difficoltà ereditate e la necessità di un riordino. “Quando siamo arrivati, la gestione era in affanno, con un direttore licenziato e un futuro incerto. Lo studio della professoressa Raffaella Cassano ci ha fornito un quadro chiaro: servono tariffe sostenibili per mantenere e migliorare il servizio”. Cantoni ha sottolineato come, nonostante la crisi Covid e la crisi energetica, Brescia abbia mantenuto tutti i servizi attivi, persino ampliando l’offerta con nuovi impianti come Lamarmora e Viale Piave.
L’aumento medio previsto è del 15%, più o meno allineato all’inflazione, ma ancora sotto il livello di sostenibilità. “Abbiamo preservato gratuità e agevolazioni per disabili, bambini e anziani. Lo sport deve rimanere accessibile”, ha rassicurato l’assessore. I maggiori introiti finanzieranno un piano di investimenti da 5 milioni di euro, già in parte in corso, con interventi su spogliatoi, palestre, e importanti lavori per il rugby, il centro Raffaello e il rifacimento dei manti erbosi.
Dal punto di vista tecnico, Paolini ha spiegato come l’aumento risponda a uno studio approfondito iniziato nel 2023, aggiornando tariffe ferme da dieci anni. Le strutture più colpite sono le piscine, dove i costi di gestione sono più elevati: qui si registrano incrementi fino al 27% per l’attività agonistica e del 22% per il nuoto libero. Anche il tennis vede un aumento significativo, con tariffe orarie passate da 11,30 a 15 euro, mentre le manifestazioni sportive pagheranno tariffe maggiorate in linea con i costi giornalieri di gestione, che possono superare i 2.000 euro al giorno.
Paolini ha tenuto a evidenziare che molte categorie restano esentate o godono di aumenti contenuti, con gratuità confermata per scuole, bambini piccoli e disabili, e incrementi tra l’8 e il 10% per giovani e over 65.
In aula non sono mancati dubbi e critiche. Il tema più caldo è stato quello delle società extracittadine, che rischiano di essere penalizzate dall’aumento, soprattutto nelle piscine. Il consigliere Posio (FdI) ha espresso preoccupazione per gli atleti della provincia che utilizzano la vasca di Brescia come unica struttura disponibile. Anche il PD ha chiesto maggiore attenzione ai criteri di assegnazione degli spazi, per non escludere realtà operative sul territorio ma con sede legale fuori città.
Paolini ha spiegato che la territorialità pesa solo marginalmente nei criteri, e che l’anno in corso sarà un periodo di sperimentazione per apportare eventuali correttivi insieme alle associazioni sportive.
Il confronto più acceso è emerso però sulla gestione degli impianti. Da una parte si chiede un maggiore coinvolgimento del privato per portare competenze e efficienza; dall’altra si difende il ruolo pubblico come garante di accessibilità e presidio sociale. Il consigliere Tacconi (Lega) ha attaccato duramente la gestione attuale, definendo impossibile amministrare 41 impianti con poche risorse e lamentando strutture fatiscenti. Battagliola (Brescia Civica) ha puntato il dito contro la gestione passata, invitando a valorizzare anche strutture come il Palaleonessa.
La maggioranza ha ribadito la scelta politica di mantenere lo sport come diritto pubblico, con Fabio Capra (PD) che ha sottolineato: “Copriamo il 61% dei costi non per spreco, ma per garantire un servizio fondamentale, come asili e mense”. Catalano (Al lavoro con Brescia) ha richiamato la necessità di investire, evitando il modello della privatizzazione incompleta. Tomasini (Azione) ha concluso: “Il privato cerca profitto e seleziona, il Comune deve garantire accessibilità in ogni quartiere. Lo sport comunale è una necessità sociale, non un lusso”.
Sul finale, l’assessore Cantoni ha aperto a modelli di collaborazione mista con privati, ma sempre nel rispetto della vocazione pubblica. Ha citato il centro tennis San Marco come esempio virtuoso, dove un imprenditore ha investito 300 mila euro. “Brescia ha bisogno di alleanze intelligenti e di chi crede nello sport come motore di comunità”.
Last modified: Giugno 24, 2025



