Brescia (sabato, 31 gennaio 2026) — Numeri alla mano, Laura Castelletti sceglie la strada della concretezza per raccontare i suoi primi due anni e mezzo da sindaca. “Il 98% delle linee di mandato è stato attivato”, afferma aprendo la relazione sullo stato di avanzamento del programma amministrativo, presentata ieri in Consiglio comunale. Una percentuale che diventa subito il cuore del confronto politico di metà consiliatura.
di Monia Settimi
Quel 2% mancante, precisa la sindaca, riguarda ambiti che esulano dalle competenze dirette del Comune e dipendono da livelli istituzionali superiori. Da qui prende forma un racconto che attraversa i grandi capitoli dell’azione amministrativa: mobilità, ambiente, politiche sociali, rigenerazione urbana, cultura e assetti di governo. Il filo rosso è una visione che Castelletti definisce “europea”, non come slogan ma come metodo: pianificazione, investimenti mirati e costruzione di servizi pensati sul lungo periodo.
Nel suo intervento la sindaca insiste su un concetto chiave: le città come protagoniste delle trasformazioni contemporanee. Governare, nella sua lettura, significa evitare la logica dell’emergenza permanente e scegliere la continuità delle decisioni. “Chi rinuncia a pianificare – è il messaggio – finisce per inseguire gli eventi”. Un’impostazione che rivendica coerenza, ma che inevitabilmente apre una questione politica destinata a pesare nel dibattito.
Il nodo sta tutto nel significato di quella parola: “attivato”. Dentro il 98% convivono realtà molto diverse tra loro: opere concluse, cantieri aperti, iter amministrativi in corso e progetti ancora in fase di definizione. Si passa dai quasi mille provvedimenti che hanno portato all’avvio della quinta variante del PGT, fino alla linea del tram T2, i cui cantieri partiranno nel 2026 con l’entrata in funzione prevista nel 2030. Un quadro che restituisce l’ampiezza del lavoro avviato, ma che rende più sfumata la distinzione tra risultati già visibili e obiettivi ancora in costruzione.
Tra i punti più delicati emerge la questione della raccolta differenziata porta a porta. Prevista dal programma, è stata poi ricalibrata dopo le difficoltà emerse nella fase applicativa. L’amministrazione rivendica comunque un dato positivo: nel 2024 la differenziata ha raggiunto il 69,4%. La scelta, spiega la Giunta, non è quella di cambiare modello, ma di ottimizzarlo. Resta però un tema aperto, anche alla luce dell’obiettivo regionale che fissa all’80% la soglia da superare entro il 2027.
La relazione arriva in un clima politico già carico. I mesi scorsi sono stati segnati da critiche dell’opposizione, rafforzate dal calo di consenso emerso dal Governance Poll e dalle polemiche sul PGT. Le accuse parlano di immobilismo e di una visione troppo legata al passato amministrativo della città. Sarà il Consiglio comunale del 6 marzo il vero banco di prova, quando numeri, atti e percezioni si confronteranno apertamente.
Castelletti affida la sua difesa ai dati e ai processi messi in moto, convinta che il giudizio sull’azione di governo debba misurarsi su elementi verificabili. Ma la sfida più complessa resta un’altra: trasformare procedure, cantieri e pianificazioni in un cambiamento riconoscibile nella vita quotidiana dei cittadini.
Nel chiudere la relazione, la sindaca richiama il senso della responsabilità che accompagna il governo di una città e ribadisce che Brescia non sta semplicemente cambiando, ma progettando il proprio futuro. I prossimi due anni diranno se quel 98% di azioni avviate riuscirà a diventare anche un cambiamento percepito, condiviso e politicamente convincente.
Last modified: Febbraio 4, 2026



