Scritto da 11:26 pm Brescia, Attualità

Quarant’anni di Nuvola nel Sacco: da un sogno studentesco a motore sociale del territorio

Brescia (sabato, 31 gennaio 2026) — Sedici ragazzi poco più che ventenni, un’idea grande e ventimila lire in tasca. Così nasceva nel 1986 La Nuvola nel Sacco, una cooperativa che allora sembrava una scommessa e che oggi, a distanza di quarant’anni, è diventata una delle realtà più riconoscibili e radicate dell’animazione sociale bresciana, con oltre 250 persone al lavoro e un impatto che attraversa generazioni, luoghi e comunità.

di Monia Settimi

Il compleanno numero quaranta non è stato celebrato con nostalgia, ma come si addice a chi ha fatto del movimento e delle relazioni la propria cifra. Il 28 gennaio, data della firma dell’atto costitutivo, la presidente Federica Avigo ha dato il via ufficiale a un anno di festeggiamenti, riunendo nella sede di Confcooperative Brescia fondatori, lavoratori, istituzioni e compagni di strada di ieri e di oggi. Più che una cerimonia, un momento per riconoscersi dentro una storia collettiva.

Il nome, del resto, racconta già tutto. La nuvola è lo spazio delle idee, leggere e mutevoli; il sacco è ciò che le accoglie, le protegge e prende la forma dei bisogni reali. Un metodo prima ancora che un marchio. Da cooperativa di servizi a impresa sociale con un fatturato che supera i sei milioni di euro, La Nuvola nel Sacco è cresciuta senza perdere la propria anima. “Siamo artigiani di relazioni”, sintetizza Avigo, rivendicando un’idea di animazione sociale che non è intrattenimento, ma presenza: stare nei luoghi, ascoltarli, costruire legami e senso condiviso.

Una continuità che si riflette nelle storie intrecciate lungo quattro decenni. Dai primi passi, quando i giovani soci decisero di “abitare la strada”, portando musica, linguaggi e inquietudini urbane nei cortili degli oratori, fino al riconoscimento istituzionale di oggi. Chi allora guardava con diffidenza a quelle sperimentazioni, oggi riconosce nella cooperativa un alleato strategico per il welfare locale, non un semplice erogatore di servizi.

La presenza della Nuvola nel Sacco si misura soprattutto sul territorio. Dall’infanzia alla terza età, passando per adolescenti, famiglie e persone con disabilità, l’azione della cooperativa attraversa ogni fase della vita. Nelle scuole dell’infanzia, nei centri di aggregazione, nelle ludoteche, nelle RSA e nei centri diurni, il filo conduttore resta lo stesso: mettere al centro le relazioni, restituendo dignità, autonomia e partecipazione. Un esempio emblematico è il Centro Diurno Disabili “Natale Elli” di Rezzato, punto di riferimento per tante famiglie e simbolo concreto di inclusione possibile.

Accanto ai servizi più tradizionali, cresce nel tempo un’area sempre più riconoscibile fatta di eventi culturali, formazione, comunicazione e progettazione creativa. Dietro iniziative amatissime come Seridò, dietro la gestione di teatri storici come l’Odeon di Lumezzane e il Marconi di Calcinato, o ancora dei centri natatori cittadini, c’è un lavoro paziente che mette in rete istituzioni, cittadini e territori, trasformando gli spazi in luoghi vissuti.

Dal 2019, un ulteriore tassello arricchisce il mosaico: il Centro Don Serafino Ronchi di Montichiari, poliambulatorio multidisciplinare e presidio di prossimità, che incarna un’idea di salute come diritto accessibile e comunitario. Un segno di come, per la cooperativa, fare impresa significhi generare valore sociale, non solo occupazione.

I quarant’anni non sono un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Il 2026 sarà attraversato da una festa diffusa, fatta di eventi nei quartieri, nei centri di aggregazione, nei servizi per anziani e famiglie. Un compleanno condiviso, rumoroso, fedele a uno stile che ha sempre privilegiato le piazze agli uffici.

Dietro le celebrazioni, però, c’è anche un lavoro profondo di riflessione interna. Arriveranno il Glossario della Nuvola nel Sacco, con le sedici parole che ne raccontano l’identità, e il Patto comportamentale, che traduce i valori in impegni quotidiani. Seguiranno il primo Bilancio di Sostenibilità e un docufilm che darà voce a chi questa storia l’ha costruita, giorno dopo giorno.

Il finale? Una festa in piazza, con band giovanili e musica dal vivo. “Faremo casino”, promette la presidente. E non potrebbe esserci chiusura migliore per una realtà che, dopo quarant’anni, continua a camminare con i piedi per terra e lo sguardo alto, sospeso sulla sua nuvola.

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Last modified: Febbraio 4, 2026
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