Gargnano (martedì, 21 aprile 2026) — Una vicenda lunga anni, fatta di tensioni familiari, accuse incrociate e pedinamenti: arriva da Gargnano la sentenza di primo grado che ha condannato l’avvocata Maria Antonietta Rita Labianca, penalista del foro di Bari ed ex vicepresidente di un’associazione nazionale di giuriste, per il reato di stalking.
di Monia Settimi
Il Tribunale di Brescia ha inflitto alla donna una pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione, riconoscendo le condotte persecutorie nei confronti dell’ex marito e della sua attuale compagna, oggi moglie, con episodi che secondo l’accusa si sarebbero protratti dal 2018.
Secondo quanto emerso in aula, la professionista avrebbe messo in atto una serie di comportamenti ripetuti nel tempo: appostamenti, pedinamenti nei pressi dell’abitazione della coppia e sul luogo di lavoro, oltre a una campagna ritenuta diffamatoria sui social network, con accuse rivolte alla nuova compagna dell’ex coniuge.
La difesa della donna aveva provato a ribaltare il quadro accusatorio, sostenendo l’esistenza di una situazione conflittuale reciproca e presentando a sua volta denunce per diffamazione e calunnia, poi però archiviate.
La pena è stata sospesa con la condizione che l’imputata partecipi a un percorso di recupero, oltre al pagamento di una provvisionale complessiva di 6.000 euro, divisa tra l’ex marito e la compagna.
Una decisione che chiude in primo grado una vicenda complessa, in cui il confine tra conflitto personale e condotta persecutoria è stato al centro del giudizio.
Last modified: Maggio 2, 2026



