Brescia (martedì, 21 aprile 2026) — A Brescia il tema dei rifiuti torna al centro del dibattito politico con una proposta che punta a cambiare il volto della città: introdurre la figura dello “spazzino di quartiere”, un presidio fisso sul territorio dedicato a pulizia, controlli e segnalazioni in tempo reale.
di Monia Settimi
L’idea arriva da Fratelli d’Italia, che propone un modello ispirato a esperienze già attive in altre città italiane, con l’obiettivo di rafforzare il decoro urbano e contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.
Il progetto prevede un servizio operativo 7 giorni su 7, con circa 40 nuovi operatori assunti tramite la società di gestione ambientale, incaricati di intervenire su cassonetti, cestini e situazioni di degrado, oltre a gestire le segnalazioni dei cittadini anche tramite strumenti digitali.
Secondo la proposta, il costo dell’operazione si aggirerebbe intorno a un milione di euro, cifra che potrebbe essere coperta – secondo i promotori – attraverso risorse già in capo al Comune, senza incidere sulla tassa rifiuti.
Sul tavolo anche i dati sulla raccolta differenziata: a Brescia la percentuale cresce, ma resta sotto la media regionale e lontana dagli obiettivi futuri fissati per il 2027. Un gap che, secondo l’opposizione, non può essere colmato solo con campagne informative e cassonetti intelligenti.
Accanto alla pulizia, il nodo centrale resta quello dei controlli: negli ultimi anni sono aumentati i casi di abbandono illecito dei rifiuti, mentre cresce anche il numero di sanzioni, segno di una maggiore attività di vigilanza ma anche di un problema ancora diffuso.
La proposta include inoltre un rafforzamento del sistema di monitoraggio con telecamere e fototrappole e una maggiore integrazione tra polizia locale e operatori ambientali.
Per Fratelli d’Italia, la sfida è chiara: affiancare alla tecnologia una presenza umana costante sul territorio, per trasformare il decoro urbano da promessa a servizio quotidiano.
Last modified: Maggio 2, 2026



