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I grandi poeti europei tornano a parlare a Brescia: la letteratura diventa spettacolo

Brescia (lunedì, 26 ottobre 2026) — La poesia non appartiene soltanto alle pagine dei libri: quando incontra la voce di un interprete, può trasformarsi in un’esperienza capace di coinvolgere ed emozionare. È da questa idea che riparte a Brescia Letteratura & Letterature, il progetto culturale che mette in relazione il mondo universitario e quello teatrale, riportando al centro alcuni dei protagonisti della tradizione poetica europea.

di Monia Settimi

L’edizione 2026 prenderà il via il 29 ottobre e proseguirà fino al 3 dicembre, con incontri alle 18 nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, in via Trieste 17. L’iniziativa è promossa dalla Facoltà di Scienze linguistiche e Letterature straniere dell’ateneo insieme al Centro Teatrale Bresciano e raggiunge quest’anno la XXI edizione, celebrando vent’anni di collaborazione.

Il nuovo ciclo guarda alla poesia europea del Novecento, un patrimonio letterario nato in un secolo attraversato da guerre, cambiamenti sociali e profonde trasformazioni culturali. Un periodo nel quale molti autori hanno cercato nuove forme per raccontare la crisi delle certezze, le contraddizioni della società e la complessità dell’esperienza umana.

L’intento non è soltanto ripercorrere le opere più importanti, ma restituire loro una dimensione concreta, affidandole alla voce e all’interpretazione teatrale. In questo modo, i versi escono dalla pagina e tornano a essere parole pronunciate, ascoltate e condivise, capaci di raggiungere anche chi si avvicina alla letteratura senza una preparazione specialistica.

La scelta del tema rappresenta anche un ritorno al punto di partenza. Quando il progetto nacque nel 2006, dalla collaborazione con l’allora direttore del Centro Teatrale Bresciano Cesare Lievi, il cuore dell’iniziativa era proprio l’incontro tra grandi autori europei e interpreti di teatro. Il percorso iniziale attraversava tradizioni e sensibilità differenti, da Goethe a Puškin, da Shelley a Leopardi, fino a García Lorca e Baudelaire.

Quell’intuizione ha dato vita a una formula che, nel corso degli anni, ha avvicinato discipline diverse e pubblici differenti. L’università offre gli strumenti per comprendere il contesto storico e letterario delle opere; il teatro permette di percepirne la musicalità, le emozioni e le sfumature attraverso l’interpretazione dal vivo.

La poesia diventa così un ponte tra conoscenza e partecipazione, senza rinunciare alla profondità dell’analisi né alla forza espressiva della scena.

A sottolineare il significato della nuova edizione è Lucia Mor, ordinaria di Letteratura tedesca e coordinatrice degli incontri. Il ritorno alla grande poesia, a vent’anni dall’avvio della manifestazione, consente di rimettere al centro autori che hanno saputo interpretare le contraddizioni del Novecento e contribuire alla costruzione dell’identità culturale europea.

Il programma bresciano si inserisce in una prospettiva che considera la letteratura non come un’eredità immobile, ma come una risorsa ancora capace di dialogare con il presente. Le opere del passato continuano infatti a offrire domande e chiavi di lettura per affrontare temi che non hanno perso la loro attualità: il rapporto tra individuo e società, la ricerca di libertà, il senso della storia e il bisogno di dare forma alle esperienze attraverso le parole.

In questo percorso, la dimensione teatrale assume un ruolo decisivo. La voce dell’interprete non sostituisce il testo, ma ne mette in evidenza ritmo e significati, offrendo nuove possibilità di ascolto. Un verso conosciuto può assumere un peso diverso, mentre una poesia mai incontrata prima può diventare immediatamente accessibile attraverso la forza della recitazione.

La rassegna festeggia dunque i suoi vent’anni tornando alla radice del progetto: creare occasioni in cui la cultura non resti confinata agli ambienti accademici, ma diventi un’esperienza aperta alla città. Il dialogo tra università e teatro continua a essere il tratto distintivo di un’iniziativa che valorizza la letteratura europea e il suo potenziale di confronto.

Dal 29 ottobre al 3 dicembre, Brescia avrà così un nuovo spazio per riscoprire la poesia attraverso l’incontro tra studio e interpretazione. Un percorso nel quale le parole dei grandi autori del Novecento potranno tornare a interrogare il pubblico, dimostrando che la letteratura conserva la propria forza anche quando cambiano le epoche, i linguaggi e le generazioni.

Perché i versi possono nascere in un altro tempo e in un’altra lingua, ma continuare a parlarci proprio quando qualcuno trova il modo di farli risuonare nel presente.

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Last modified: Ottobre 27, 2026
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