Brescia (sabato, 2 maggio 2026) — È morto Alex Zanardi. La notizia, arrivata nella mattinata del 2 maggio 2026, ha scosso l’Italia e il mondo dello sport. Il campione si è spento la sera del 1° maggio, a 59 anni, circondato dall’affetto della sua famiglia. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre.
di Monia Settimi
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi è stato molto più di un ex pilota di Formula 1: è diventato nel tempo uno dei simboli più potenti di resilienza e rinascita. La sua vita, segnata da prove durissime, si è trasformata in un racconto capace di ispirare milioni di persone.
Il primo spartiacque arriva nel 2001. Durante una gara negli Stati Uniti, un incidente devastante lo lascia tra la vita e la morte: perde entrambe le gambe. È un momento che avrebbe potuto chiudere tutto. Invece, per Zanardi, è solo l’inizio di una seconda vita.
Dopo una lunga riabilitazione, torna allo sport scegliendo la handbike. E lì compie qualcosa di straordinario: conquista quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali. Diventa il volto del paralimpismo italiano e internazionale, un esempio vivente di come si possa rinascere anche dopo le cadute più dure.
Poi, il 19 giugno 2020, un nuovo dramma. Durante una tappa della staffetta benefica “Obiettivo Tricolore”, sulle strade di Pienza (Siena), si scontra con un camion. Le condizioni sono subito gravissime. Da quel momento inizia un lungo e difficile percorso tra ospedali e centri di riabilitazione, vissuto lontano dai riflettori.
Una battaglia durata quasi sei anni, combattuta con la stessa determinazione che lo aveva reso unico.
La sua morte arriva in una data carica di significato: il 1° maggio, lo stesso giorno in cui nel 1994 morì il suo idolo, Ayrton Senna. Un intreccio che sembra scritto dal destino.
Il cordoglio è immediato e unanime. Dal mondo dello sport alle istituzioni, tutti ricordano Zanardi come un esempio raro di forza, dignità e umanità. Il CONI ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi di gara del fine settimana.
Lascia la moglie Daniela Manni e il figlio Niccolò. I dettagli sui funerali saranno comunicati nei prossimi giorni, probabilmente a Padova, dove era ricoverato da tempo.
Ma più dei titoli, più delle medaglie, resta ciò che Alex Zanardi ha rappresentato:
la capacità di trasformare ogni ostacolo in una ripartenza, ogni limite in una sfida, ogni dolore in un messaggio di speranza.
La sua corsa si è fermata.
La sua lezione, no.




