Brescia (giovedì, 4 settembre 2025) — Fucili da caccia, pistole semiautomatiche, revolver. Ma anche sciabole, machete e centinaia di munizioni. Sul tavolo della Questura, la scena sembra quella di un arsenale militare: in realtà, fino a poco tempo fa, tutto questo era custodito nelle case dei bresciani.
di Monia Settimi
Dal 1° giugno al 1° settembre una task force della Polizia ha intensificato i controlli sui titolari di porto d’armi e autorizzazioni. Il bilancio è sorprendente: 304 armi sequestrate, più di 100 al mese, tra cui 212 fucili, 57 pistole, 34 revolver, 13 armi da taglio e quasi 700 cartucce.
Non solo sequestri: il Questore Paolo Sartori ha disposto la revoca di 44 licenze, 29 per uso caccia e 15 per attività sportiva. I motivi? Guida in stato di ebbrezza, denunce per comportamenti violenti, minacce ai vicini e liti familiari. Situazioni che, secondo la legge, rendono incompatibile la detenzione di armi.
I mesi scorsi hanno registrato episodi emblematici: a Villa Carcina un 80enne è stato denunciato per omessa custodia di armi, a Toscolano Maderno un 35enne è finito nei guai per detenzione abusiva, mentre ad agosto, in città, un 70enne si è visto sequestrare la pistola dopo le segnalazioni dei vicini.
Il territorio resta comunque tra i più armati del Paese: oltre 33mila licenze attive, di cui 19mila per caccia, 14mila per uso sportivo e più di 1.500 per collezionismo. Solo nei primi otto mesi del 2025 sono stati rilasciati o rinnovati 17mila permessi, a cui si sommano quasi 3mila licenze di porto di fucile.
L’attenzione rimarrà alta, soprattutto con l’apertura della stagione venatoria. Il Questore ha già inviato decine di diffide ai titolari che non hanno presentato il certificato medico obbligatorio: alcuni si sono messi in regola, per gli altri scatteranno provvedimenti alla scadenza dei termini.
Last modified: Settembre 10, 2025


