Brescia — Bambini salvati dal fumo, vite strappate alla morte, coraggio silenzioso e mani che non si arrendono. È un mosaico di gesti concreti e di umanità quello raccontato nel nuovo Calendario Storico 2026 dei Carabinieri, presentato anche a Brescia. La 93ª edizione dell’opera è un viaggio tra storie vere di impegno, dedizione e speranza, che mettono al centro non la divisa, ma le persone che la indossano.
di Monia Settimi
Diciannove tavole d’autore, firmate dall’artista Rène (Luigi Valeno), danno forma ai volti e ai momenti che ogni giorno segnano la vita dell’Arma. A intrecciare le immagini, i testi dello scrittore Maurizio De Giovanni, che costruisce la narrazione attraverso le lettere di un giovane carabiniere ai suoi genitori, un racconto intimo e sincero che svela le motivazioni, i dubbi e l’orgoglio di chi sceglie di servire lo Stato.
“A chi fa progetti di vita, non di morte. A loro offriamo il nostro impegno e la nostra cura.” Con queste parole, il comandante generale Salvatore Luongo firma l’introduzione del calendario, che si trasforma in un messaggio di fiducia e speranza per tutto il Paese.
C’è anche un tocco bresciano in questa edizione: il comandante provinciale Alberto Raucci ha presentato l’opera a Brescia, accompagnato dalle note e dalle parole della canzone scritta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Bonafini” di Cividate Camuno, un inno semplice e autentico dedicato ai carabinieri “che non cercano applausi”. Una rappresentanza degli alunni ha partecipato anche alla cerimonia nazionale all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto e del comandante generale Luongo.
Tra le tavole più toccanti c’è quella dedicata al salvataggio dei due fratellini di Travagliato, intrappolati in casa tra il fumo e le fiamme lo scorso gennaio. La madre, rimasta chiusa fuori, non poteva fare nulla: i carabinieri del Radiomobile di Chiari hanno sfondato la porta del garage e li hanno tratti in salvo. Una scena che, più di mille parole, riassume cosa significa essere “eroi quotidiani”.
Nel calendario da tavolo trovano spazio anche gli atleti dell’Arma, molti dei quali di origini bresciane, protagonisti nel mondo dello sport e simbolo di disciplina e dedizione. A loro si affianca un planning dedicato ai reparti a cavallo, fiore all’occhiello dell’Arma, che continua a rappresentare eleganza, tradizione e contatto diretto con i cittadini.
Il ricavato del calendario e dei planning sarà devoluto all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri e all’Ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari, confermando ancora una volta la vocazione solidale dell’iniziativa.
Con oltre un milione e duecentomila copie stampate, traduzioni in otto lingue e versioni anche in sardo e friulano, il Calendario Storico dei Carabinieri resta un simbolo intramontabile dell’Italia che crede nei valori di coraggio, servizio e comunità. Un oggetto che non è solo da collezione, ma un racconto di identità nazionale, capace di unire generazioni diverse e di ricordare, anno dopo anno, che l’eroismo può essere anche silenzioso — ma non passa mai inosservato.
Last modified: Novembre 11, 2025


