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Fontana: serve una regia forte per tutelare i piccoli Comuni e l’Italia dei territori

Brescia (mercoledì, 25 febbraio 2026) — Durante gli Stati Generali dei Piccoli Comuni a Roma, è emerso un messaggio chiaro: i piccoli Comuni non sono semplici periferie amministrative, ma cuore pulsante del Paese. Essi rappresentano presìdi fondamentali contro lo spopolamento e garanti di servizi essenziali come sanità, scuola, mobilità e connettività, configurandosi come risorse strategiche anche per la provincia di Brescia e il suo territorio.

di Monia Settimi

Il dibattito ha sottolineato che non bastano solo nuovi finanziamenti: occorre una visione chiara, coordinamento efficace e strumenti concreti, come l’“Agenda controesodo”, pensata per contrastare marginalizzazione sociale ed economica attraverso politiche coordinate. Tra le proposte più rilevanti: valorizzare edifici pubblici sottoutilizzati, potenzialità locali spesso ignorate e competenze del personale dei territori.

Al centro dell’attenzione ci sono le persone e le comunità: soluzioni integrate, dalla fiscalità di vantaggio alle politiche family, dal sostegno ai bilanci comunali all’incentivazione del turismo esperienziale, dalla mobilità all’equità digitale, richiedono una governance territoriale forte e coordinata.

Un ruolo cruciale spetta alla Provincia, ente intermedio tra Regione e Governo nazionale. Senza una Provincia capace di coordinare, supportare e rappresentare i Comuni più fragili, rischiano di rimanere soli anche i piccoli Comuni della provincia di Brescia, già alle prese con carenze di personale, burocrazia complessa e difficoltà nell’accesso a fondi europei, statali e regionali.

Secondo Fontana, la Provincia deve agire come cabina di regia territoriale, garantendo supporto tecnico-amministrativo strutturato, coordinando la programmazione degli investimenti, valorizzando le gestioni associate dei servizi, rafforzando le capacità amministrative degli enti locali e rappresentando i territori in modo autorevole presso Regione e Governo.

Le proposte emerse — dal sostegno ai bilanci comunali alla valorizzazione del personale, dalla fiscalità di vantaggio per il commercio locale alle politiche per la famiglia, dal turismo esperienziale al superamento del divario digitale — richiedono una regia istituzionale unitaria per mettere in rete esperienze e superare frammentazioni inefficaci.

Il rischio maggiore è restare fermi per paura di modificare un sistema che oggi non regge più. Per invertire i trend negativi e valorizzare le potenzialità dei territori, è necessario rafforzare il rapporto tra Provincia, Comunità Montane, Unione dei Comuni e piccoli Comuni, costruendo un modello di sviluppo territoriale equilibrato, capace di valorizzare risorse locali, identità culturali e patrimoni ambientali ed economici.

A questo si collega la necessità di una riforma delle Province che attribuisca competenze e risorse adeguate, rendendo questi enti nuovamente protagonisti e scelti dai cittadini.

Come sottolinea Fontana: senza i piccoli Comuni, manca l’Italia; senza un ente intermedio forte, manca l’equilibrio istituzionale. Difendere i piccoli Comuni significa rafforzare la democrazia territoriale, riequilibrare il Paese e costruire futuro, con un’attenzione particolare anche ai territori della provincia di Brescia.

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Last modified: Febbraio 25, 2026
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