Desenzano del Garda (giovedì, 16 luglio 2026) — Il lago di Garda torna al centro del dibattito ambientale. A preoccupare sono i dati emersi dalla nuova campagna di monitoraggio della Goletta dei Laghi di Legambiente, che ha rilevato criticità in diversi punti della sponda lombarda del Benaco.
di Monia Settimi
Il tema sarà al centro del convegno “Il lago di Garda: uno sguardo sul presente per capire il futuro”, organizzato a Desenzano per fare il punto sullo stato di salute dell’ecosistema lacustre, tra qualità delle acque, biodiversità e cambiamenti climatici.
I risultati dei campionamenti effettuati nel 2026 evidenziano una situazione da non sottovalutare: tutti i sei punti analizzati tra Salò e Sirmione hanno registrato valori oltre i limiti previsti dalla normativa sulla balneazione. Le maggiori criticità riguardano soprattutto i corsi d’acqua minori che sfociano nel lago, considerati possibili canali di ingresso per contaminazioni batteriche legate a problemi nella gestione degli scarichi.
«Un monitoraggio costante è indispensabile perché la salute delle acque è una condizione fondamentale per rendere i laghi più capaci di affrontare gli effetti della crisi climatica», sottolinea Cristina Milani del Circolo Legambiente Per il Garda.
Secondo l’associazione ambientalista, la tutela del Benaco non può limitarsi alla verifica della balneabilità, ma deve riguardare l’intero equilibrio dell’ecosistema. La qualità delle acque, infatti, è collegata agli obiettivi fissati dalla Direttiva Quadro europea sulle Acque, che punta al raggiungimento di un buono stato ecologico di fiumi e laghi.
Durante l’incontro verranno analizzati diversi aspetti che influenzano il futuro del Garda: dal funzionamento delle reti fognarie e dei depuratori alla protezione della biodiversità, fino alle conseguenze del riscaldamento globale sulle risorse idriche.
Tra gli elementi incoraggianti viene ricordato il rimescolamento naturale delle acque profonde del lago avvenuto nella primavera scorsa, un fenomeno che non si verificava dal 2006 e che ha favorito l’ossigenazione degli strati più profondi del Benaco.
«Questo evento rappresenta un’opportunità importante, ma ora bisogna trasformarla in un percorso stabile di tutela e gestione sostenibile», evidenzia Elena Ferrario, vicepresidente di Legambiente Lombardia.
L’associazione indica alcune priorità per proteggere il lago nei prossimi anni: migliorare il sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue, ridurre l’impatto dei rifiuti, salvaguardare la vegetazione lacustre, contenere le pressioni legate al turismo e alla navigazione e pianificare con maggiore attenzione l’utilizzo della risorsa idrica nei periodi di siccità.
Al confronto prenderanno parte esperti del settore, tra cui il biologo Daniele Zanini, referente scientifico dell’Orto botanico del Monte Baldo, l’idrobiologo Fabrizio Merati, l’ittiologo Massimo Pascale e Sonia Bozza, vicedirettrice di Acque Bresciane.
Per Legambiente il Garda conserva ancora importanti capacità di recupero, ma il tempo delle scelte non può essere rimandato. La sfida è difendere un patrimonio naturale unico attraverso interventi concreti, riducendo il consumo di territorio e costruendo un modello di gestione capace di garantire equilibrio ambientale anche alle prossime generazioni.
Last modified: Luglio 18, 2026



