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Quando il disagio bussa alla porta della scuola: al Don Milani di Montichiari cresce la rete di aiuto per gli studenti

Montichiari (domenica, 19 luglio 2026) — A scuola non si portano soltanto libri, interrogazioni e obiettivi da raggiungere. Sempre più spesso tra i banchi arrivano anche paure, insicurezze, difficoltà emotive e domande che i ragazzi faticano a esprimere. Per questo all’Istituto Don Milani di Montichiari lo spazio dedicato all’ascolto psicologico è diventato negli anni uno degli strumenti principali per accompagnare studenti e famiglie nei momenti più delicati.

di Monia Settimi

Lo sportello nasce con un’idea semplice ma fondamentale: offrire un luogo dove poter parlare, chiedere aiuto e trovare un primo orientamento. Un punto di incontro discreto, capace di intercettare quei segnali di sofferenza che spesso restano nascosti dietro comportamenti, cali di rendimento o difficoltà nelle relazioni.

A gestire il servizio è un gruppo di professioniste formato dalle psicologhe Laura Micol Bertagna, Fabiana Gamba e Monica Miglioli, che lavorano quotidianamente a contatto con la realtà scolastica attraverso attività di prevenzione, incontri con le classi e colloqui personali.

Lo sportello non è pensato esclusivamente per gli studenti. Nel tempo è diventato una risorsa anche per genitori, insegnanti e collaboratori scolastici, perché affrontare il disagio di un ragazzo significa spesso coinvolgere tutto il contesto nel quale vive e cresce.

I colloqui individuali rappresentano un primo passo per mettere a fuoco una difficoltà e capire quale strada intraprendere. In alcuni casi possono aiutare a trovare nuove strategie per affrontare una situazione complessa; in altri diventano un collegamento verso i servizi specialistici presenti sul territorio.

Secondo quanto osservato dalle professioniste, negli ultimi anni il panorama delle richieste è cambiato profondamente. Le problematiche portate dai giovani sono diventate più varie e articolate: accanto alle normali fatiche dell’adolescenza emergono sempre più frequentemente ansia, fragilità emotive, difficoltà nel creare rapporti con i coetanei e situazioni familiari capaci di influenzare il percorso scolastico.

Una trasformazione che rende ancora più importante il ruolo della scuola come luogo di prevenzione e non soltanto di formazione. L’istituto punta infatti a creare un ambiente in cui il disagio possa essere riconosciuto e affrontato prima che si trasformi in isolamento o sofferenza più profonda.

«Da anni accompagniamo studenti, famiglie e personale scolastico», spiegano le professioniste coinvolte nel progetto, ribadendo il valore di un servizio basato sull’accoglienza e sull’ascolto.

La sfida è quella di costruire una comunità scolastica capace di prendersi cura dei ragazzi a 360 gradi. Perché il successo formativo non passa solo dai risultati ottenuti sui libri, ma anche dalla possibilità per ogni giovane di sentirsi sostenuto, compreso e mai lasciato solo davanti alle proprie difficoltà.

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Last modified: Luglio 19, 2026
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