Sirmione (sabato, 20 giugno 2026) — Un viaggio tra passato e presente, dove la memoria dell’antica Roma si intreccia con il linguaggio dell’arte contemporanea. È questa l’esperienza proposta da “Frammenti”, la nuova mostra personale dello scultore bresciano Francesco Paterlini, ospitata dal 20 giugno al 4 ottobre 2026 all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Sirmione, nel suggestivo scenario delle Grotte di Catullo affacciate sul Lago di Garda.
di Monia Settimi
L’esposizione, curata da Flora Berizzi e Michele Tavola e promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia, trasforma il museo in uno spazio di dialogo tra epoche lontanissime. Le venti opere in mostra – tra sculture, installazioni e lavori in terracotta e pietra – non occupano una sala dedicata, ma si inseriscono direttamente nel percorso archeologico, creando sorprendenti connessioni con i reperti dell’età romana.
Il risultato è un itinerario immersivo che invita il pubblico a osservare con occhi nuovi sia le opere contemporanee sia gli antichi manufatti. Le creazioni di Paterlini, volutamente prive di titolo, si nascondono tra le collezioni permanenti e attendono di essere scoperte, quasi fossero reperti emersi da uno scavo ancora in corso.
Il tema centrale della mostra è quello della frammentarietà. Un concetto che appartiene naturalmente all’archeologia, ma che l’artista utilizza anche per raccontare il presente. Teste spezzate, mani mutilate, strutture incompiute e forme consumate dal tempo diventano metafore della fragilità contemporanea e della perdita di riferimenti che caratterizza la società attuale.
Lungo il percorso emergono tempietti votivi, rilievi scolpiti, sarcofagi simbolici e figure enigmatiche che sembrano sospese tra realtà e immaginazione. Tra le opere più suggestive spicca una grande struttura ogivale, collocata nel corridoio centrale del museo: una presenza monumentale che può essere letta come una tomba, un rifugio o una misteriosa nave destinata a viaggiare oltre il tempo.
L’accostamento tra antico e contemporaneo genera continui rimandi e cortocircuiti visivi. I reperti romani raccontano civiltà scomparse, mentre le opere di Paterlini interrogano il presente, suggerendo una riflessione sul destino delle società moderne, spesso consumate dalla velocità, dall’obsolescenza e dal consumo incessante.
“Frammenti” non è soltanto una mostra, ma un invito a riflettere sul valore della memoria e sulla trasformazione continua dell’esistenza. Un percorso capace di unire archeologia, arte e filosofia in uno dei luoghi più affascinanti del Garda, dove ogni pietra custodisce una storia e ogni opera contemporanea apre nuove domande sul nostro tempo.
Fino al 4 ottobre, le Grotte di Catullo diventano così il palcoscenico di un incontro inedito tra passato e futuro, regalando ai visitatori un’esperienza culturale intensa, sorprendente e profondamente suggestiva.
Last modified: Giugno 21, 2026



