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Batterie giganti alle porte di Flero, è scontro sul futuro dell’area: «Servono garanzie prima di andare avanti»

Flero (martedì, 11 agosto 2026) — Non è soltanto una questione di batterie, energia e investimenti. Dietro i due maxi progetti BESS che interessano l’area di Flero e la zona di Verziano si apre una discussione molto più ampia: quale territorio vuole diventare Flero nei prossimi anni?

di Monia Settimi

È attorno a questa domanda che il gruppo consiliare Buongiorno Flero ha deciso di riaccendere i riflettori sui due impianti di accumulo previsti a breve distanza l’uno dall’altro. Secondo la civica, i due interventi si troverebbero a circa 200 metri di distanza, con un investimento complessivo superiore ai 130 milioni di euro.

La tecnologia BESS, acronimo di Battery Energy Storage System, permette di accumulare energia attraverso grandi sistemi di batterie e di renderla nuovamente disponibile quando la rete ne ha bisogno. Una soluzione considerata importante nel percorso di transizione energetica, ma che, quando gli impianti raggiungono dimensioni rilevanti, apre inevitabilmente interrogativi sulla loro collocazione.

A Flero il progetto più significativo è quello previsto in via Case Sparse, con una potenza indicata in 100 MW e una capacità di 400 MWh. L’area interessata avrebbe un’estensione di circa 75mila metri quadrati e il progetto è stato presentato da RCF 017 Srl, società del gruppo Redelfi.

Per Buongiorno Flero, tuttavia, il problema non può essere affrontato guardando soltanto alle caratteristiche del singolo impianto. Se due strutture sorgono nello stesso territorio e a poca distanza, sostiene la civica, occorre capire cosa accade quando i loro effetti vengono considerati insieme.

È questo il concetto di impatto cumulativo sul quale il gruppo chiede di concentrare l’attenzione. Non soltanto le batterie, quindi, ma l’insieme delle pressioni già presenti e di quelle che potrebbero aggiungersi: traffico, consumo di terreno, condizioni dell’aria e dell’acqua, campi elettromagnetici, produzione di calore e vicinanza ad altre realtà industriali.

Tra le preoccupazioni indicate figura anche la sicurezza antincendio. La richiesta è di affidare a un soggetto tecnico indipendente un’analisi approfondita dei rischi, prendendo in considerazione anche le problematiche che negli ultimi anni hanno interessato impianti di accumulo dotati di batterie al litio.

Ma il fronte più politico riguarda il modo in cui la vicenda è arrivata all’attenzione della comunità. Il gruppo sostiene che l’iter del progetto di Flero sia iniziato già alla fine del 2024, mentre la Conferenza dei Servizi risulta aperta dall’ottobre 2025. Secondo Buongiorno Flero, cittadini e rappresentanti politici sarebbero stati coinvolti quando il procedimento era già in una fase avanzata.

La civica contesta in particolare il fatto che un confronto pubblico non sia stato avviato prima delle decisioni già assunte e chiede ora che tutti i documenti e i pareri degli enti coinvolti vengano resi facilmente consultabili.

Sul piano urbanistico, l’attenzione si concentra invece sui terreni agricoli. I promotori avrebbero descritto l’area come caratterizzata da un valore agricolo non particolarmente elevato, una definizione che Buongiorno Flero non condivide.

Il gruppo richiama le proprie precedenti scelte amministrative e ricorda la rinuncia, durante il mandato 2011-2016, a circa 350mila metri quadrati di aree edificabili. Da qui la richiesta di valutare con attenzione se un’infrastruttura di queste dimensioni possa essere collocata su terreni già compromessi, ad esempio in aree industriali dismesse.

C’è poi una questione ancora da chiarire relativa alla superficie coinvolta. Secondo quanto riportato dalla civica, rispetto ai circa 20mila metri quadrati ritenuti necessari all’impianto, la società avrebbe opzionato ulteriori 55mila metri quadrati. Buongiorno Flero chiede quindi di conoscere con precisione quale sarà la destinazione futura di queste aree e quali vincoli saranno applicati.

Anche la fase di cantiere viene indicata tra gli aspetti da approfondire. Il gruppo propone di studiare percorsi alternativi per evitare che il traffico pesante finisca per gravare sulle strade del paese, indicando in particolare la necessità di rivedere l’accesso attraverso via Case Sparse e i collegamenti con via Paradiso e via Baia del Re.

Non manca infine il capitolo delle compensazioni. La richiesta è di trasformare le opere ambientali in interventi realmente incisivi, attraverso boschi e filari capaci di produrre un beneficio concreto per il territorio, e non soltanto attraverso schermature destinate a nascondere gli impianti alla vista.

Nel pacchetto di proposte presentato dalla civica c’è anche un maggiore coinvolgimento nella Comunità Energetica Rinnovabile di Flero, insieme alla creazione di un organismo tecnico-scientifico che possa accompagnare il confronto politico e pubblico.

Il messaggio finale di Buongiorno Flero non è un rifiuto dell’accumulo energetico in quanto tale. Il gruppo riconosce il ruolo dei BESS nella trasformazione del sistema energetico, ma chiede che la transizione non diventi automaticamente sinonimo di disponibilità illimitata del territorio.

La questione, secondo la civica, riguarda soprattutto le regole con cui scegliere dove collocare infrastrutture di queste dimensioni e il peso che le comunità locali devono avere nelle decisioni.

Il confronto è quindi destinato a proseguire. E mentre gli iter autorizzativi avanzano, a Flero cresce la richiesta di mettere intorno allo stesso tavolo amministratori, tecnici, cittadini e promotori.

Perché la domanda, ormai, non riguarda soltanto quanta energia potranno conservare quelle batterie. Riguarda quale prezzo ambientale e territoriale la comunità sia disposta ad accettare per costruire il futuro energetico del territorio.

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Last modified: Agosto 12, 2026
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