Brescia (martedì, 11 agosto 2026) — Una sanzione da 5 milioni di euro scuote A2A. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha chiuso con una pesante multa il procedimento avviato nei confronti della multiservizi bresciana, contestando una condotta ritenuta contraria alle norme europee che tutelano trasparenza e corretto funzionamento dei mercati energetici all’ingrosso.
di Monia Settimi
Il provvedimento, pubblicato il 30 luglio, riguarda fatti risalenti al 2022 e, secondo quanto ricostruito dall’Autorità, una modalità di formulazione delle offerte che avrebbe avuto l’effetto di influenzare artificialmente il prezzo medio mensile dell’elettricità.
In sostanza, Arera ritiene che la strategia adottata avrebbe prodotto un prezzo differente da quello che sarebbe scaturito dal normale incontro tra domanda e offerta, consentendo alla società di collocare l’energia a un valore più elevato.
Al centro della contestazione c’è il Regolamento europeo Remit, il sistema di norme pensato per garantire integrità e trasparenza nel mercato dell’energia all’ingrosso e contrastare eventuali comportamenti abusivi o manipolativi.
A2A, però, non condivide la ricostruzione dell’Autorità e ha già fatto sapere di voler portare la questione davanti alla giustizia amministrativa. Secondo la società, il provvedimento Arera si fonderebbe su un’interpretazione del Remit e delle indicazioni dell’Acer che non terrebbe sufficientemente conto delle caratteristiche dei mercati elettrici liberalizzati e delle circostanze specifiche della vicenda.
La multiservizi aveva contestato l’impostazione dell’istruttoria richiamando anche il quadro europeo relativo alla formazione dei prezzi dell’energia. Una posizione che, tuttavia, non ha convinto Arera: nel provvedimento l’Autorità ha ritenuto che le motivazioni addotte dall’azienda non potessero costituire una giustificazione valida rispetto agli obblighi previsti dalla normativa Remit.
Particolare rilievo viene attribuito dall’Autorità anche alle possibili conseguenze della condotta contestata. Arera parla infatti della potenziale ricaduta sui consumatori di energia elettrica, considerando inoltre la posizione di rilievo occupata da A2A nel mercato. La sanzione viene quindi presentata anche come strumento di deterrenza rispetto a eventuali comportamenti analoghi in futuro.
Ora si apre il capitolo giudiziario. A2A dispone di 60 giorni per rivolgersi al Tar della Lombardia, mentre il termine previsto per un eventuale ricorso straordinario è di 120 giorni.
L’azienda ha confermato senza esitazioni la volontà di impugnare il provvedimento, sottolineando che non si tratterebbe di un caso isolato rispetto alle contestazioni già portate davanti ai giudici. A2A ribadisce inoltre il proprio impegno sul fronte della conformità alle regole Remit e della trasparenza, integrità ed efficienza del mercato energetico all’ingrosso europeo.
La vicenda, dunque, è tutt’altro che conclusa: la sanzione da 5 milioni rappresenta il punto di arrivo dell’istruttoria di Arera, ma per A2A sarà ora il Tar a dover valutare la legittimità del provvedimento.
Last modified: Agosto 12, 2026



