Roma (domenica, 20 settembre 2026) — Chiedere più risorse per la sanità è necessario. Ma altrettanto necessario è assicurarsi che quelle già stanziate non si perdano lungo il percorso, tra procedure inefficienti, acquisti non indispensabili e controlli insufficienti. È da questa considerazione che parte l’intervento di Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute, dopo la pubblicazione del documento dell’ANAC dedicato ai rischi corruttivi e alle misure di prevenzione nel settore sanitario.
di Monia Settimi
Il documento, approvato dall’Autorità con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026, passa in rassegna alcune delle situazioni nelle quali la gestione degli appalti e degli acquisti pubblici può presentare elementi di criticità. Un quadro che, secondo Giuliano, merita attenzione soprattutto in una fase nella quale il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a fare i conti con la necessità di nuovi investimenti, il rafforzamento degli organici, il rinnovo dei contratti e il problema delle liste d’attesa.
Il punto, per il sindacalista, non è mettere sotto accusa il sistema sanitario nel suo complesso, ma impedire che eventuali vulnerabilità nelle procedure amministrative finiscano per trasformarsi in una perdita di risorse pubbliche.
Tra i rischi richiamati dall’ANAC rientrano, tra gli altri, gli acquisti privi di effettiva necessità, la suddivisione artificiosa degli incarichi, l’utilizzo improprio del requisito di infungibilità, la predisposizione dei requisiti di gara in modo non corretto, possibili condizionamenti nella scelta dell’aggiudicatario e il mancato rispetto della rotazione degli affidamenti. Attenzione viene inoltre posta su ciò che accade dopo l’aggiudicazione, con particolare riferimento a modifiche contrattuali, proroghe, rinnovi e fase esecutiva.
Sono tutti passaggi nei quali, osserva Giuliano, una gestione poco rigorosa può incidere direttamente sull’efficienza della spesa sanitaria.
Particolarmente rilevante è il tema degli affidamenti che vengono ripetutamente suddivisi. L’ANAC richiama infatti la possibilità di utilizzare strumenti informatici capaci di generare segnalazioni automatiche e di introdurre indicatori specifici per individuare comportamenti anomali. Tra le misure indicate dall’Autorità compare anche il controllo a campione di almeno il 10% degli affidamenti collocati appena al di sotto della soglia prevista per l’affidamento diretto.
Per Giuliano si tratta di un’indicazione che può rafforzare concretamente l’attività preventiva delle amministrazioni, soprattutto quando la ripetizione degli incarichi o la loro articolazione nel tempo può rendere più difficile individuare eventuali anomalie.
Un’attenzione analoga viene riservata alla cosiddetta infungibilità. Stabilire che un determinato prodotto o servizio non possa essere sostituito da alternative disponibili sul mercato, sottolinea il Segretario Nazionale UGL Salute, non può diventare una semplice formula burocratica, ma deve essere accompagnato da motivazioni puntuali e dalla verifica delle condizioni che consentono di ricorrere a procedure diverse da quelle ordinarie.
Il tema assume un peso ancora maggiore quando riguarda il settore sanitario, perché dietro ogni gara, ogni contratto e ogni affidamento ci sono risorse pubbliche destinate a garantire il funzionamento di ospedali e servizi territoriali.
«Ogni acquisto non necessario e ogni inefficienza – afferma Giuliano – possono significare una possibilità in meno di investire in personale, tecnologie, strutture e assistenza».
Da qui nasce anche una riflessione più ampia sul rapporto tra nuove risorse e capacità di utilizzare correttamente quelle già disponibili. Secondo l’UGL, infatti, la richiesta di maggiori finanziamenti non può essere separata dalla necessità di rafforzare i meccanismi attraverso i quali la spesa viene controllata e monitorata.
Giuliano mette inoltre in guardia dal rischio di utilizzare le indicazioni dell’ANAC per formulare accuse generalizzate. I rischi descritti dall’Autorità, precisa, non equivalgono automaticamente a illeciti già accertati e non possono essere utilizzati per attribuire comportamenti irregolari all’intero comparto sanitario.
Il documento rappresenta però, secondo il sindacalista, uno strumento utile per intervenire prima che le criticità si trasformino in problemi concreti.
Nessuna stima complessiva viene attribuita alle eventuali risorse che potrebbero essere state disperse attraverso le situazioni richiamate. Giuliano sottolinea infatti la necessità di evitare qualsiasi quantificazione priva di una base documentale. Il tema, sostiene, deve essere affrontato attraverso dati verificabili e controlli effettivi, non attraverso numeri ipotetici.
La richiesta dell’UGL Salute è quindi quella di tradurre le indicazioni dell’ANAC in procedure operative all’interno delle aziende sanitarie: più tracciabilità, verifiche interne, controlli sull’esecuzione dei contratti e strumenti digitali in grado di individuare tempestivamente le situazioni anomale.
Il ragionamento si chiude con un principio semplice: aumentare le risorse del SSN resta una priorità, ma proteggerle dalla dispersione lo è altrettanto.
Per Giuliano, infatti, recuperare efficienza nella gestione della spesa significa creare margini che possono essere destinati direttamente alle esigenze del sistema sanitario, dal personale alla sicurezza, dalle tecnologie ai servizi.
La partita, dunque, non riguarda soltanto quanto denaro destinare alla sanità, ma anche come quel denaro viene amministrato. Perché, conclude il Segretario Nazionale UGL Salute, difendere ogni risorsa pubblica significa difendere la pos
Last modified: Settembre 20, 2026



