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Lonato, il futuro della città finisce al centro dello scontro: «Bisogna ripartire da un nuovo piano urbanistico»

Lonato del Garda (mercoledì, 21 ottobre 2026) — Come sarà Lonato del Garda nei prossimi anni? E soprattutto, quali regole dovranno guidarne la crescita? Sono le domande che riaccendono il confronto politico dopo l’approvazione del Documento unico di programmazione da parte della giunta del sindaco Bianchi. A sollevare i dubbi è Lonato Insieme, che giudica il documento poco incisivo e accusa l’amministrazione di non aver affrontato una questione decisiva: ripensare da zero la pianificazione urbanistica di una città che, secondo il gruppo, non può più affidarsi a un piano ormai datato.

di Monia Settimi

Il riferimento è al Piano di governo del territorio, approvato nel 2010 e successivamente modificato con due varianti generali. Per l’opposizione, gli aggiornamenti intervenuti nel tempo non bastano più a rispondere alle esigenze attuali. Il territorio è cambiato, le attività economiche si sono trasformate e nuove necessità abitative richiedono scelte precise. Eppure, nella lettura di Lonato Insieme, il Dup non indicherebbe un percorso concreto per affrontare queste sfide.

La questione più delicata riguarda il consumo di suolo. Il gruppo richiama i dati Ispra, che collocano Lonato tra i Comuni della provincia maggiormente interessati dal fenomeno, e segnala che diversi ambiti di trasformazione previsti dal Pgt sarebbero ormai in fase di esaurimento. A questo quadro si aggiunge l’indicazione provinciale di ridurre del 30% il consumo di suolo, in coordinamento con la pianificazione regionale.

È qui che, secondo l’opposizione, emergerebbe una contraddizione nelle scelte amministrative. Nel documento di programmazione, infatti, le entrate previste dalle concessioni edilizie per il 2027 ammontano a 3,7 milioni di euro, il 33% in più rispetto al 2026. Una previsione che Lonato Insieme considera difficilmente conciliabile con l’obiettivo di limitare l’utilizzo di nuove aree.

Il gruppo ricorda inoltre che il sindaco Bianchi si è espresso negativamente sulla proposta provinciale di riduzione del consumo di suolo. Nella sua critica, evidenzia anche il peso che gli oneri edilizi continuerebbero ad avere nel finanziamento delle opere pubbliche e della spesa corrente comunale. Un elemento che, a suo giudizio, rende necessario chiarire quale modello di sviluppo l’amministrazione intenda perseguire e quale equilibrio voglia trovare tra entrate, trasformazioni urbanistiche e tutela del territorio.

Le perplessità non si fermano ai numeri. Lonato Insieme segnala anche il frequente ricorso a procedure in deroga al piano vigente. Secondo quanto riferito dal gruppo, tra le pratiche esaminate dalla Commissione urbanistica ricorrerebbero richieste legate all’articolo 40 ter della legge regionale 12/2005 e interventi presentati attraverso gli Sportelli unici per le attività produttive, i cosiddetti Suap. L’opposizione teme che questa modalità finisca per indebolire la funzione del Pgt, rendendo meno incisive le destinazioni e le regole stabilite in precedenza.

A rendere urgente una revisione sarebbero anche le trasformazioni che hanno interessato alcune aree strategiche. In via Mantova, per esempio, nel corso degli ultimi quindici anni si è consolidata la presenza di attività commerciali, artigianali e sportive. Un’evoluzione che, secondo Lonato Insieme, richiede una nuova lettura urbanistica, capace di tenere conto della realtà attuale anziché limitarsi a riproporre previsioni del passato.

Resta aperta anche la questione di un’area estrattiva dismessa, per la quale il piano vigente contemplava il ripristino e il recupero ambientale. Individuare una prospettiva per questi spazi significherebbe affrontare il tema delle aree non più utilizzate e della loro possibile riqualificazione. Tra le zone considerate sensibili compare inoltre il Lido: il gruppo chiede che il suo futuro venga definito attraverso indirizzi chiari e manifesta il timore che, senza una strategia complessiva, possano prevalere interessi speculativi.

Nel Dup sono presenti anche obiettivi legati alla riduzione del consumo di terreni agricoli, alla ricerca di aree per le energie rinnovabili e per l’edilizia residenziale pubblica, oltre alla semplificazione delle procedure per recuperare gli immobili nei centri storici e nei nuclei abitati sparsi. Per Lonato Insieme, tuttavia, queste intenzioni dovrebbero diventare parte di un progetto urbanistico organico, con scelte verificabili e indicazioni precise sulle destinazioni delle diverse zone.

Tra i temi da affrontare c’è quello dell’abitare. Il gruppo sollecita una pianificazione che individui spazi per alloggi economicamente accessibili e tenga insieme le esigenze dei residenti e quelle dei lavoratori che vivono o operano a Lonato. Una sfida che, secondo l’opposizione, non può essere affrontata senza una valutazione complessiva delle aree disponibili e delle priorità della città.

Critiche vengono rivolte anche all’attenzione riservata al settore agricolo. I riferimenti alla promozione dei prodotti De.Co. e al collegamento tra agricoltura e turismo sono giudicati insufficienti. Lonato Insieme chiede una revisione delle aree agricole e di salvaguardia, accompagnata da norme più definite per gli edifici rurali e per le eventuali trasformazioni in strutture ricettive.

La richiesta politica è dunque quella di aprire una nuova fase, nella quale lo sviluppo non venga affrontato attraverso interventi isolati, ma sulla base di una visione condivisa del territorio. Per Lonato Insieme, il rinnovo del Pgt non è più rinviabile e dovrebbe tradursi in un impegno concreto già nella programmazione economica. Il gruppo sottolinea infatti che nel Dup approvato non sarebbe stata inserita una voce specifica per avviare la revisione del piano.

Il confronto resta aperto e investe questioni destinate a incidere sulla città per molti anni: quanto costruire, quali aree proteggere, come recuperare quelle dismesse e dove rispondere alle nuove necessità abitative. Per l’opposizione, continuare a rimandare queste decisioni significa lasciare senza una direzione chiara una parte essenziale del futuro di Lonato.

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Last modified: Ottobre 21, 2026
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