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Guerra in Iran, il conto arriva nelle case: rincari fino a 24,6 miliardi

Roma (domenica, 20 settembre 2026) — Il conto della guerra in Medio Oriente rischia di arrivare direttamente nei bilanci delle famiglie italiane. E non soltanto attraverso il prezzo della benzina. Secondo un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) realizzata insieme ad Assoutenti, gli effetti della crisi si stanno riflettendo su una lunga lista di beni e servizi: trasporti, energia, tecnologia, viaggi e prodotti alimentari.

di Monia Settimi

Se i prezzi dovessero restare sugli attuali livelli fino alla fine dell’anno, l’impatto complessivo stimato potrebbe raggiungere 24,6 miliardi di euro.

Lo studio ha messo a confronto i prezzi registrati nel febbraio 2026 con le rilevazioni più recenti dell’Istat, cercando di misurare quanto la crisi abbia inciso sulle diverse voci di spesa. Il risultato evidenzia aumenti molto differenti tra loro, ma in alcuni casi particolarmente pesanti.

A sorprendere sono soprattutto alcuni prodotti tecnologici. In sei mesi, schede di memoria, chiavette USB e altri supporti di registrazione non registrati hanno subito un rincaro del 58,5%. Per gli accessori informatici e per la comunicazione, come caricabatterie, power bank, custodie, cavi e adattatori, l’incremento arriva al 27%.

Sono aumentati anche i prezzi dei supporti destinati a contenere registrazioni audio, video e immagini, che segnano +15,2%. Computer portatili, tablet e palmari registrano invece un +14%, mentre videogiochi e console crescono del 12,4%.

A pesare sui consumatori sono anche i costi degli spostamenti. Tra gli aumenti più rilevanti ci sono quelli dei traghetti, le cui tariffe risultano cresciute del 54,2%. Lo studio collega parte della variazione anche all’incremento del costo del gasolio.

Un aumento di circa il 51% riguarda inoltre il noleggio e la riparazione di articoli sportivi e per il campeggio e gli stabilimenti balneari. In questo caso, però, incidono anche fattori legati alla stagionalità estiva.

Il trasporto aereo non è immune dalla pressione sui prezzi. Nel periodo analizzato, i voli intercontinentali sono aumentati del 36,7%, quelli europei del 26,5% e i collegamenti nazionali del 24,6%.

La spinta al rialzo riguarda anche l’energia destinata alle abitazioni. Il gasolio da riscaldamento registra un incremento del 31,6%, mentre il gas naturale distribuito attraverso la rete aumenta del 27,8%.

E anche il carrello della spesa risente della situazione. Tra i prodotti ortofrutticoli monitorati dallo studio, i rincari più marcati riguardano i finocchi, saliti del 19,7%, le fragole (+15,8%), broccoli e cavolfiori (+15,7%) e i limoni (+11,2%). Seguono i kiwi (+10,9%), le patate (+7,3%) e l’insalata (+5,2%).

Non tutti i prodotti, tuttavia, hanno seguito la stessa direzione. Alcuni ortaggi hanno infatti registrato una diminuzione dei prezzi: le melanzane sono scese del 33%, mentre le zucchine hanno perso il 25%.

Nel complesso, il C.r.c. stima un possibile effetto del conflitto pari al 2,8% sull’indice dei prezzi al dettaglio. Per una famiglia italiana, a parità di consumi, questo si tradurrebbe in una maggiore spesa stimata di 926 euro l’anno.

Da qui nasce la proiezione più ampia: se i prezzi rimanessero invariati sui livelli considerati dall’analisi, l’aggravio complessivo per le famiglie italiane potrebbe arrivare a 24,6 miliardi di euro entro la fine del 2026.

Si tratta, è importante precisarlo, di una stima basata su uno scenario, non di una cifra che le famiglie spenderanno necessariamente. Il calcolo presuppone infatti il mantenimento degli attuali livelli di prezzo per il resto dell’anno.

Il dato restituisce però la dimensione potenziale della ricaduta economica della crisi. L’impatto non si concentra su una sola voce di bilancio: può passare dal carburante alla bolletta, dal biglietto aereo a un dispositivo elettronico, fino alla spesa quotidiana al supermercato.

È proprio questa diffusione a rendere particolarmente significativo lo scenario delineato dallo studio: una crisi internazionale può trasformarsi, attraverso una lunga catena di rincari, in una pressione molto più ampia sulle spese ordinarie delle famiglie italiane.

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Last modified: Settembre 20, 2026
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