Brescia (martedì, 22 luglio 2025) — Un gesto che segna una svolta storica per i diritti delle famiglie e per la tutela dei bambini: questa mattina, a Brescia, la piccola Gemma è diventata la prima bambina iscritta nel registro delle nascite con due madri ufficialmente riconosciute. A firmare l’atto è stata la sindaca Laura Castelletti, che ha sancito un passo importante di civiltà e giustizia sociale.
di Monia Settimi
Gemma ora è figlia a tutti gli effetti non solo di Anna, la madre biologica che l’ha messa al mondo, ma anche di Vincenza, la madre intenzionale che l’ha desiderata, accompagnata e cresciuta sin dal primo giorno. Un diritto reso possibile grazie alla storica sentenza n. 68 della Corte Costituzionale, pubblicata il 22 maggio scorso, che ha dichiarato incostituzionale la norma della Legge 40/2004 che negava il riconoscimento a chi, pur partecipando al percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), non aveva partorito.
Un momento carico di emozione per Anna e Vincenza, presenti alla firma con i familiari: “Pensavamo fosse solo una formalità, ma è stato il riconoscimento che mancava da sempre. Nel cuore, Vincenza è stata madre fin dall’inizio”, raccontano. A seguire il cammino legale è stata l’avvocata Ippolita Sforza, che sottolinea come la sentenza rappresenti “un intervento necessario della magistratura, in assenza di un’adeguata risposta del legislatore, per tutelare i diritti fondamentali, soprattutto quelli dei bambini”.
Al centro della decisione della Corte c’è il principio del miglior interesse del minore: negare la madre intenzionale significa privare il bambino del diritto a una famiglia riconosciuta e tutelata, con tutte le conseguenze morali, affettive e legali che ne derivano. Gemma ora gode di una protezione più completa, che riflette la realtà affettiva e sociale della sua famiglia.
Nonostante le difficoltà burocratiche, Vincenza racconta di aver sempre ricevuto sostegno nella vita quotidiana, dagli operatori sanitari alle persone comuni: “Molti erano sorpresi che non potessi essere riconosciuta legalmente, perché si dà per scontato che certi diritti siano già acquisiti”.
Con questa iscrizione, Brescia si allinea tra le città italiane che mettono al primo posto i diritti dei bambini e riconoscono la pluralità delle famiglie contemporanee. Un atto amministrativo che diventa simbolo di tutela, inclusione e rispetto.
Last modified: Luglio 22, 2025


