Brescia (lunedì, 14 luglio 2025) — Dalle ceneri del fallimento, Brescia si prepara a ripartire. Dopo il doloroso addio al Brescia Calcio, la città torna a sognare grazie a un progetto che unisce passione, visione e concretezza: la nascita dell’US Brescia. A guidare questa rinascita, Giuseppe Pasini, imprenditore e già presidente della FeralpiSalò, sostenuto dal Comune e da parte del mondo imprenditoriale bresciano.
di Monia Settimi
In prima linea, l’assessore allo Sport Alessandro Cantoni, che lancia un appello alla città: “Oggi più che mai serve unità”. L’invito è chiaro: superare rabbia e delusione, e costruire insieme un nuovo futuro calcistico degno della storia biancazzurra.
Il colpo più duro è arrivato lo scorso 6 giugno, quando la mancata iscrizione del Brescia Calcio ai campionati professionistici ha sancito la fine di un’era lunga 114 anni. Una ferita ancora aperta, per la quale il Comune punta il dito contro l’ex patron Massimo Cellino, reo – secondo l’Amministrazione – di aver abbandonato la città al proprio destino, lasciando perfino debiti legali ancora non saldati.
Ma da quella frattura, è nato un nuovo slancio. Pasini ha colto l’occasione per proporre un progetto solido e strutturato, l’unico finora presentato con i requisiti necessari a rispettare le norme federali. La sua proposta ha trovato terreno fertile in Palazzo Loggia, dove si è mossa anche A2A, la partecipata comunale, offrendo un primo sostegno simbolico ma importante.
Il prossimo 17 luglio, alle ore 18, il nuovo corso sarà ufficializzato a Palazzo Loggia: sarà il giorno della nascita dell’US Brescia, alla presenza della sindaca Laura Castelletti, di Pasini, dello staff tecnico e del nuovo capitano designato Federico Balestrero. È già stata chiesta alla FIGC la deroga per il cambio di denominazione della FeralpiSalò: si attende che proprio in quella data arrivi il via libera.
Non mancano, però, le voci fuori dal coro. Parte della tifoseria, in particolare il gruppo storico “Brescia 1911”, ha espresso contrarietà alla fusione, chiedendo invece di ripartire da zero, magari dai dilettanti. Ma il Comune è stato netto: “Non esistono al momento alternative serie, né soggetti con i requisiti necessari per un progetto parallelo.”
Per le istituzioni locali, quella che si profila non è una forzatura, ma una scelta consapevole e condivisa. “Non è un compromesso – ha spiegato Cantoni – è una vera ripartenza, basata su basi solide. E non appartiene a un singolo, ma a tutta la città.”
Brescia si prepara così a voltare pagina, con un nuovo nome e un nuovo simbolo, ma con la stessa identità. E con la voglia, mai sopita, di tornare protagonista.
Last modified: Luglio 15, 2025


