Brescia (lunedì, 3 agosto 2026) — Legni segnati dal tempo, chiodi, frammenti di lavoro quotidiano e materiali dimenticati diventano un linguaggio universale. È questo il cuore di “Una storia di Altri Alfabeti”, la grande mostra dedicata a Franca Ghitti, artista camuna tra le figure più significative della scultura contemporanea italiana, ospitata negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia.
di Monia Settimi
L’esposizione, prima monografica site-specific dedicata all’artista all’interno del museo cittadino, nasce nell’ambito del progetto “Palcoscenici Archeologici” e propone un dialogo suggestivo tra le opere di Ghitti e le testimonianze storiche custodite nel complesso monumentale di San Salvatore e Santa Giulia, patrimonio che racconta oltre duemila anni di storia bresciana.
Fino al 4 aprile 2027, i visitatori potranno attraversare un percorso in cui passato e contemporaneità si incontrano: le sculture dell’artista entrano in relazione con le tracce lasciate dalle epoche romana, longobarda, carolingia, romanica e rinascimentale, creando un confronto tra diverse forme di memoria.
Le opere, provenienti dall’Archivio Franca Ghitti, dal Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme e da una collezione privata, raccontano una ricerca artistica profondamente legata alle radici della Valle Camonica, ma capace di parlare a un pubblico internazionale.
Ghitti ha costruito negli anni un universo creativo unico, trasformando materiali poveri e segnati dall’esperienza umana – legni consumati, scarti di segherie, elementi provenienti dalle fucine e oggetti legati alla vita quotidiana – in opere dal forte valore simbolico. Porte, mappe, tavole, cancelli ed edicole diventano nelle sue mani vere e proprie architetture della memoria, capaci di evocare rituali, comunità e identità collettive.
La sua arte non è però un semplice recupero nostalgico del passato. Franca Ghitti ha saputo trasformare la memoria popolare in un linguaggio contemporaneo, creando una sorta di alfabeto visivo fatto di segni, materiali e forme essenziali. Un racconto che parte dalle tradizioni antiche per aprirsi al confronto con culture e sensibilità artistiche internazionali.
La mostra è visitabile dal martedì alla domenica e nei lunedì festivi, dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15.
L’ingresso consente inoltre di accedere agli altri musei civici bresciani: il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi “Luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia.
Il biglietto per il circuito dei quattro musei civici prevede un costo di 15 euro per l’intero, 12 euro per il ridotto e 8 euro per alcune categorie speciali, tra cui gli under 26. Sono previste agevolazioni e gratuità per diverse categorie, tra cui residenti nel Comune di Brescia, possessori di Abbonamento Musei Lombardia, bambini fino ai 5 anni, persone con disabilità aventi diritto e altre categorie convenzionate.
È disponibile anche un biglietto integrato che comprende il sistema museale cittadino e Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, con accesso al Capitolium, al santuario repubblicano e alla Vittoria Alata.
Con “Una storia di Altri Alfabeti”, Brescia rende omaggio a un’artista capace di trasformare la materia in racconto e il passato in una chiave di lettura per il presente: un viaggio nella memoria collettiva attraverso forme che continuano a parlare al mondo contemporaneo.
Last modified: Agosto 3, 2026



