Roè Volciano (domenica, 17 agosto 2025) — Da semplice inquilina a protagonista di una vicenda che ha destato clamore in paese. Una 30enne straniera, rimasta senza lavoro, aveva deciso di reinventarsi avviando un’attività “hard” nel suo appartamento in affitto, in pieno centro a Roè Volciano.
di Monia Settimi
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Locale della Valsabbia, la giovane riceveva i clienti nella sua abitazione, pubblicizzando i servizi tramite annunci online. Il tariffario era chiaro: 150 euro a prestazione, consumata direttamente tra le mura domestiche trasformate, di fatto, in una casa d’appuntamenti.
Va precisato che in Italia la prostituzione non costituisce reato, mentre lo sono lo sfruttamento, il favoreggiamento e l’induzione. Per questo motivo, al momento, non ci sono denunce dirette a suo carico. Tuttavia, sono in corso accertamenti sul suo permesso di soggiorno e soprattutto sulla posizione del proprietario dell’appartamento, per verificare se possa configurarsi un’ipotesi di sfruttamento. L’uomo, dal canto suo, ha dichiarato di non sapere nulla e ha già avviato la procedura per sciogliere il contratto d’affitto.
Il blitz è scattato dopo una serie di segnalazioni dei vicini, insospettiti dal continuo via vai. Gli agenti, fingendosi clienti, si sono presentati alla porta e la ragazza, in abiti succinti, ha aperto ammettendo subito l’attività di meretricio.
Un dettaglio curioso emerso dalle indagini è che, nonostante fosse ufficialmente disoccupata, la donna pagava regolarmente l’affitto e manteneva uno stile di vita apparentemente ordinario. L’attività, però, è stata interrotta bruscamente con l’irruzione degli agenti.
Il caso apre un nuovo dibattito su come la crisi lavorativa spinga alcune persone a cercare strade alternative e controverse per sopravvivere, anche a costo di rischiare conseguenze legali e sociali.
Last modified: Agosto 17, 2025


