Palazzolo sull’Oglio (lunedì, 12 gennaio 2026) — Un ritrovamento che mescola mistero e storia: ieri, durante i lavori di scavo per una trincea privata, sono emerse ossa umane racchiuse in un piccolo manufatto in cotto, sollevando immediatamente l’attenzione di archeologi e forze dell’ordine. Le prime verifiche indicano chiaramente che non si tratta di resti recenti, ma di una sepoltura antica, probabilmente risalente a diversi secoli fa.
di Monia Settimi
Il piccolo sacello, composto da tavole di cotto cementate tra loro, ha permesso agli esperti di stimare un’origine seicentesca. L’ipotesi più suggestiva è che i resti appartengano a vittime della peste del 1600, quando i decessi causati dal contagio venivano spesso interrati in tombe improvvisate lontano dai centri abitati.
Sul posto hanno operato i Carabinieri della Sezione Investigativa Scientifica e i Vigili del Fuoco, che hanno documentato tutto con precisione fotografica e condotto approfonditi rilievi tecnici. Fin dai primi momenti, i militari avevano escluso qualsiasi legame con eventi di cronaca recente, classificando il ritrovamento come “molto antico”.
La scoperta apre ora scenari interessanti sul passato del territorio. L’area, già nota per la vicinanza a una villa romana, potrebbe nascondere una piccola necropoli fino a oggi sconosciuta. I prossimi accertamenti della Scientifica serviranno a capire se si tratta di un caso isolato o se il sacello in cotto sia parte di un insediamento sepolcrale più ampio.
Un ritrovamento che, tra mistero e storia, promette di riscrivere una pagina del passato di Adro e Palazzolo sull’Oglio, riportando alla luce testimonianze di vite che il tempo aveva quasi cancellato.
Last modified: Gennaio 12, 2026



