Sirmione (mercoledì, 28 ottobre 2026) — Sotto le pietre di una delle testimonianze più affascinanti dell’antica Roma sul lago di Garda si nascondeva ancora una storia tutta da raccontare. A Sirmione, nell’area archeologica delle Grotte di Catullo, gli ultimi scavi hanno portato alla luce una necropoli con otto sepolture, sei delle quali appartenenti a bambini. Una scoperta che aggiunge nuovi interrogativi alla storia del sito e apre uno scorcio sulla vita delle comunità che abitarono il promontorio secoli dopo l’abbandono della grande villa romana.
di Monia Settimi
Le indagini, avviate il 5 ottobre dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, stanno interessando il settore sud-orientale del complesso e l’avancorpo meridionale. Proprio nei pressi di una cisterna è emerso il nucleo funerario, databile tra il IV e il V secolo dopo Cristo, quando la residenza romana era ormai in disuso da oltre cent’anni. L’area, tuttavia, continuava a essere frequentata e ospitava un insediamento successivo, del quale gli archeologi stanno recuperando diverse tracce.
A colpire è soprattutto l’elevato numero di sepolture infantili. Un dato che potrebbe riflettere l’alta mortalità dei bambini nell’antichità, ma che richiederà ulteriori studi per comprendere le caratteristiche della necropoli, la sua estensione e il rapporto con l’abitato circostante.
Anche le modalità di deposizione raccontano pratiche differenti. Tre tombe erano delimitate da strutture costruite con lastre di pietra e laterizi, mentre una bambina era stata deposta in un’anfora tagliata a metà. Tra i dettagli più significativi figura il bracciale di bronzo ancora presente al polso di uno dei bambini. Gli studiosi cercheranno di ricostruirne la provenienza e di chiarirne l’eventuale valore simbolico. Le indagini proseguiranno anche con l’apertura di altre due sepolture, che potrebbero fornire nuovi elementi utili alla ricostruzione del contesto funerario.
Ma la necropoli è soltanto una parte delle novità emerse in questa campagna archeologica. Nel complesso è stato individuato anche un portico a ferro di cavallo, crollato all’interno del cortile ma con le colonne in laterizio ancora parzialmente conservate nella loro posizione originaria. Le superfici erano in origine rivestite di stucco, un particolare che aiuta a immaginare l’aspetto architettonico degli ambienti.
Sotto gli antichi piani di calpestio sono affiorati inoltre nuovi vani, pavimentazioni decorate con tessere bianche e corridoi caratterizzati da mosaici a tessere nere. Elementi che consentono di approfondire la distribuzione degli spazi e di ricostruire, almeno in parte, i collegamenti tra i diversi settori della villa.
Grande attenzione è riservata anche alle infrastrutture idrauliche. Gli scavi stanno contribuendo a chiarire il funzionamento delle strutture destinate alla raccolta e alla gestione dell’acqua, compresa una cisterna collegata al sistema di approvvigionamento del grande complesso termale. Un aspetto fondamentale per comprendere le conoscenze tecniche e l’organizzazione necessarie a sostenere una residenza di queste dimensioni.
Tra gli elementi ancora oggetto di studio c’è anche un possibile percorso coperto lungo circa nove metri, situato sopra il criptoportico. La sua funzione e i rapporti con gli ambienti vicini sono al centro delle verifiche degli archeologi, impegnati a ricomporre la complessa planimetria dell’edificio.
La campagna di scavo proseguirà fino al 24 novembre, offrendo ancora nuove opportunità di approfondimento. Per avvicinare il pubblico al lavoro degli studiosi sono state organizzate due aperture straordinarie, previste giovedì 5 e giovedì 12 novembre alle 15, durante le quali sarà possibile conoscere da vicino le evidenze archeologiche emerse.
Le Grotte di Catullo continuano così a restituire frammenti di un passato che va ben oltre la monumentalità della villa romana. Le nuove tombe, soprattutto quelle dei più piccoli, riportano l’attenzione anche sulle persone e sulle comunità che hanno vissuto questi luoghi, trasformando ogni ritrovamento in una nuova domanda sulla storia del Garda antico.
Last modified: Ottobre 28, 2026



