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Torbiere del Sebino, il nuovo Piano accende il confronto: sindaci e M5S si dividono

Brescia (venerdì, 18 settembre 2026) — Il futuro delle Torbiere del Sebino torna sotto i riflettori e questa volta a far discutere è il nuovo Piano di Gestione della Riserva. L’iter per l’aggiornamento del documento, insieme alla procedura di assoggettabilità alla VAS, ha infatti riaperto un confronto nel quale ambiente, mobilità e attività economiche si intrecciano con le scelte amministrative.

di Monia Settimi

A finire al centro della contesa sono le osservazioni presentate dai Comuni di Iseo, Corte Franca e Provaglio d’Iseo. Un documento che ha provocato la reazione della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, ma che i sindaci dei tre territori rivendicano come perfettamente coerente con la necessità di preservare la Riserva.

Diego Orlotti, Riccardo Venchiarutti e Vincenzo Simonini prendono le distanze dall’interpretazione secondo cui le loro richieste potrebbero tradursi in un indebolimento delle tutele. I tre amministratori precisano che le osservazioni sono state elaborate nell’ambito del percorso preparatorio del nuovo Piano e nel rispetto della normativa vigente.

La posizione dei Comuni, spiegano i sindaci, non mette dunque in discussione il sistema di protezione dell’area. Anzi, le amministrazioni assicurano di voler proseguire sulla strada intrapresa negli anni per la salvaguardia delle Torbiere.

Uno dei temi più delicati riguarda la mobilità ciclabile. I Comuni confermano di non voler rimettere in discussione il divieto di transito delle biciclette lungo la strada a sud della Riserva, indicando invece un possibile tracciato alternativo esterno all’area tutelata. Parallelamente, Provaglio d’Iseo sta valutando con l’Ente gestore la possibilità di creare un collegamento ciclopedonale con Iseo nelle vicinanze dei confini della Riserva.

Anche su questo punto, però, la posizione dei sindaci viene accompagnata da una precisa condizione: l’eventuale intervento dovrà essere compatibile con la tutela dell’ambiente e non dovrà provocare conseguenze sull’habitat dell’avifauna. Se queste garanzie non potranno essere assicurate, sostengono i primi cittadini, il progetto non verrà realizzato.

È proprio su queste osservazioni che si concentra la critica di Paola Pollini. La consigliera regionale M5S ha giudicato il documento dei tre Comuni «irricevibile» e ha chiesto al presidente della Riserva, Marco Pilotti, di respingere le richieste avanzate dalle amministrazioni.

Secondo Pollini, il nuovo Piano dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla riduzione degli impatti provocati dalla presenza umana e sulla protezione del patrimonio naturale. La consigliera contesta in particolare l’attenzione riservata alla mobilità ciclabile e alle attività agricole, produttive e turistico-ricettive presenti all’interno o nelle immediate vicinanze dell’area protetta.

Il timore espresso da Pollini è che le indicazioni contenute nelle osservazioni possano aprire margini per un ampliamento delle attività esistenti. Da qui la richiesta di mantenere al centro del nuovo Piano la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico della Riserva.

I sindaci respingono però l’idea di un cambio di rotta. Nel rivendicare il loro impegno sul fronte ambientale, ricordano anche le origini della tutela delle Torbiere, avviata con il coinvolgimento degli enti locali già negli anni Settanta. Da allora, sostengono, l’attenzione verso questo patrimonio naturale non sarebbe diminuita, ma avrebbe seguito un percorso di progressivo rafforzamento.

Le amministrazioni sottolineano inoltre la collaborazione costruita nel tempo con l’Ente gestore e con le associazioni impegnate nella tutela della Riserva, prendendo le distanze dalle contrapposizioni politiche emerse nelle ultime settimane.

Sul piano amministrativo, intanto, l’iter prosegue. Le osservazioni formulate dai tre Comuni, secondo la documentazione richiamata nel confronto, non sono state accolte dalla Riserva e il procedimento continuerà con i successivi passaggi previsti dalla normativa sulla VAS.

La discussione, dunque, resta aperta. Da una parte c’è la richiesta di garantire il massimo livello di protezione di un ecosistema di particolare valore; dall’altra la necessità, sostenuta dai Comuni, di affrontare anche le questioni legate alla mobilità e alle attività che fanno parte del territorio. Il nuovo Piano di Gestione sarà chiamato a mettere insieme queste esigenze senza compromettere gli equilibri della Riserva.

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Last modified: Settembre 24, 2026
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