Brescia (mercoledì, 30 luglio 2025) — Il virus West Nile è tornato a circolare con forza in Italia, portando con sé preoccupazione e un bilancio che, da inizio anno, conta già sette decessi confermati. Le regioni più colpite sono Lazio e Campania, con casi segnalati anche in Lombardia, dove due donne – una di Milano e una di Pavia – sono risultate positive. Solo la paziente pavese risulta al momento ricoverata in ospedale. La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura delle zanzare comuni, in particolare quelle del genere Culex pipiens, attive in tutta Europa tra primavera e autunno.
di Monia Settimi
Le ultime vittime sono state registrate tra il 28 e il 29 luglio: un uomo di 77 anni deceduto allo Spallanzani di Roma, un altro paziente di 80 anni morto all’ospedale di Caserta, un 74enne ricoverato a Napoli, un uomo di 86 anni deceduto a Latina e, infine, un 68enne morto ad Aversa. Questi casi si aggiungono alle prime due vittime dell’anno, avvenute in Piemonte e nel Lazio, portando il totale a sette. In alcuni casi, il virus si è manifestato con sintomi gravi, complicati da patologie pregresse, come trapianti, insufficienze renali o emorragie interne.
In oltre l’80% dei casi, l’infezione decorre senza sintomi evidenti, ma quando si manifesta può presentare febbre, dolori muscolari, mal di testa, nausea, eruzioni cutanee, occhi arrossati e linfonodi ingrossati. Nei casi più seri, il virus può colpire il sistema nervoso centrale, provocando encefaliti e meningiti. Alcuni sintomi, come la spossatezza, possono persistere anche per settimane o mesi dopo l’infezione. La diagnosi si basa su test sierologici che individuano anticorpi specifici (IgM), i quali possono restare nel sangue anche a lungo.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le zanzare causano ogni anno oltre 700.000 decessi nel mondo, rendendole tra gli animali più pericolosi per l’uomo. Il rischio è dovuto alla loro diffusione capillare, alla velocità con cui si riproducono e alla capacità di veicolare malattie per cui non esiste ancora una cura definitiva, come Dengue, Zika, Chikungunya e la stessa West Nile.
Per ridurre il rischio di contagio, resta fondamentale la prevenzione: evitare ristagni d’acqua, proteggersi con repellenti, utilizzare zanzariere e mantenere puliti gli spazi esterni. Le autorità sanitarie invitano a prestare particolare attenzione durante i mesi estivi e a segnalare eventuali sintomi sospetti.
Last modified: Luglio 30, 2025


