Brescia (domenica, 19 ottobre 2025) — L’arrivo di personale infermieristico straniero negli ospedali italiani è una risposta d’emergenza, non una strategia di lungo periodo. A lanciare l’allarme è Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute, che definisce l’attuale scelta “una toppa inevitabile, ma non la soluzione a una crisi che affligge da anni il Servizio Sanitario Nazionale”.
di Monia Settimi
Giuliano parla chiaro: “La carenza di infermieri è il risultato di anni di politiche miopi, del blocco del turnover e di condizioni di lavoro sempre più pesanti, aggravate da stipendi tra i più bassi d’Europa. È positivo che il Governo abbia avviato i primi interventi per migliorare retribuzioni e contratti: segnali incoraggianti, ma ancora insufficienti a rendere di nuovo attrattiva la professione”.
Il sindacalista, pur accogliendo con favore l’arrivo temporaneo di professionisti stranieri, chiede regole certe e condivise. “L’ingresso nel SSN deve essere disciplinato in modo uniforme tra Stato e Regioni – sottolinea –. Servono standard chiari sui requisiti linguistici, formativi e professionali per garantire sicurezza ai pazienti e qualità dell’assistenza”.
UGL Salute teme che l’urgenza possa trasformarsi in pretesto per abbassare l’asticella della qualità sanitaria. “Non possiamo accettare scorciatoie. L’obiettivo dev’essere rilanciare la sanità pubblica valorizzando chi già lavora negli ospedali italiani, investendo in formazione, assunzioni programmate e stipendi adeguati”.
Un messaggio forte, quello di Giuliano, che chiude con un monito: “Solo restituendo dignità e riconoscimento economico agli infermieri italiani potremo parlare di un vero rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Il futuro della sanità non si costruisce con soluzioni d’emergenza, ma con una visione che metta le persone – e non i rattoppi – al centro”.
Last modified: Ottobre 20, 2025


