Brescia — Un silenzio carico di significato, rotto solo dalla voce di chi ha scelto di ricordare. Giovedì sera, sotto i portici di Palazzo Loggia, Brescia ha ospitato l’evento “Voci Silenti: 12.227 volte basta”, una manifestazione collettiva che ha riunito migliaia di persone per dare voce a chi non può più parlare: i 12.227 bambini palestinesi e israeliani uccisi nel conflitto dal 7 ottobre 2023 al 15 luglio 2025.
di Monia Settimi
Un numero che pesa come un macigno, e che ha mosso scuole, associazioni, sindacati e istituzioni a un gesto di memoria condivisa. L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra Casa della Memoria, Diocesi di Brescia e Comune, con il sostegno di Cgil, Cisl, Uil, Acli, Anpi, Fiamme Verdi, dell’Università degli Studi, della Cattolica e del Centro culturale islamico. Tutti uniti da un obiettivo comune: non lasciare che quei nomi vengano dimenticati.
Nelle ore precedenti alla cerimonia, decine di scuole della provincia avevano già aderito al progetto. Dai licei cittadini ai plessi di Calcinato, Montichiari e Rovato, migliaia di studenti hanno letto a voce alta i nomi dei piccoli uccisi. Al liceo Leonardo di Brescia, oltre mille ragazzi hanno partecipato in silenzio, leggendo 260 nomi: una voce per ogni vita spezzata.
«Leggere i loro nomi significa difenderli dall’oblio», recita il manifesto di Voci Silenti. «Ogni nome è un grido contro l’oscenità della guerra, un atto di resistenza morale contro la disumanità che colpisce i più indifesi».
Dalle parole degli organizzatori è emerso un messaggio chiaro: la memoria non è solo un gesto simbolico, ma un impegno concreto contro la rassegnazione. Anche la Cgil di Brescia ha ricordato la forza dell’iniziativa: «È un elenco straziante di nomi, ma necessario. Ogni voce pronunciata in provincia è una promessa di umanità».
Mentre le candele illuminavano la Loggia e il silenzio si faceva profondo, Brescia ha trasformato il dolore in un coro di pace. Nessun slogan, nessuna bandiera: solo nomi, luce e speranza
Last modified: Ottobre 31, 2025


