Brescia (giovedì, 22 gennaio 2026) — Dopo anni di attese, rinvii e carte ferme nei cassetti, il dossier Caffaro imbocca finalmente una strada concreta. La Regione Lombardia ha dato l’ok allo schema di atto integrativo che rimette in moto la macchina della bonifica del sito industriale più discusso del territorio bresciano.
di Monia Settimi
Per Europa Verde si tratta di un segnale che non lascia spazio a interpretazioni: l’intervento può partire. Il documento, ora al vaglio finale di Provincia e Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano, mette nero su bianco le prime risorse e le responsabilità operative.
Sul tavolo ci sono oltre un milione di euro per avviare lo smantellamento e la decontaminazione dello stabilimento, mentre ad Arpa spetterà il compito di passare al setaccio suolo e sottosuolo: analisi, monitoraggi delle falde e controllo costante delle acque sotterranee accompagneranno ogni fase dei lavori.
Ma il vero nodo, sottolinea Dario Balotta, co-portavoce di Europa Verde Brescia, resta l’esterno della fabbrica: 74 chilometri quadrati di terreni agricoli e zone abitate, dove vivono circa 11 mila persone, ancora in attesa di risposte. Per questo l’attenzione si sposta ora sul Ministero dell’Ambiente, chiamato a sbloccare i fondi destinati al commissario straordinario.
C’è però un elemento che cambia il passo: eventuali risparmi non andranno persi, ma potranno essere reinvestiti negli interventi di risanamento. Un dettaglio che, dopo anni di immobilismo, pesa come una svolta.
Il messaggio che arriva è chiaro: gli alibi sono finiti. La bonifica Caffaro non è più una promessa da campagna elettorale, ma una scadenza che il territorio aspetta da troppo tempo.
Last modified: Gennaio 23, 2026



