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Brescia, la scuola perde studenti a ritmo record: quasi mille in meno ogni anno

Brescia (domenica, 23 agosto 2026) — Aule che si riempiono sempre meno, classi prime più piccole e una differenza ormai evidente tra gli studenti che entrano nel sistema scolastico e quelli che ne escono. Nel Bresciano il calo demografico sta modificando rapidamente il volto della scuola e i numeri previsti per il prossimo anno confermano una tendenza che prosegue ormai da oltre un decennio.

di Monia Settimi

Per l’anno scolastico 2026-27 le scuole statali della provincia dovrebbero accogliere 8.617 nuovi alunni nelle classi prime della primaria. Un dato che segna un’ulteriore flessione rispetto agli anni precedenti: erano 9.428 nel 2023-24, 9.235 nel 2024-25 e 8.859 nel 2025-26. In appena tre anni si sono quindi persi più di 800 potenziali nuovi ingressi.

Il fenomeno non riguarda soltanto la scuola primaria. Complessivamente, nelle scuole dell’obbligo del territorio bresciano si registra una riduzione nell’ordine di quasi mille studenti ogni anno. Il meccanismo è semplice quanto significativo: sono più numerosi gli alunni che lasciano un ciclo scolastico rispetto a quelli che arrivano a frequentare le classi iniziali.

Il dato delle superiori rappresenta un altro campanello d’allarme. Per il 2026-27 si prevedono infatti quasi 400 studenti in meno rispetto all’anno precedente.

La tendenza negativa è iniziata nel 2012 e si intreccia direttamente con l’andamento delle nascite. I numeri raccontano un cambiamento demografico profondo: nel 2004 i nuovi nati in provincia erano 12.621, saliti a 13.598 nel 2010. Poi è iniziata una discesa progressiva, fino ad arrivare a circa 9 mila nascite nel 2020.

Anche la presenza di bambini e ragazzi con origine migratoria, che rappresentano circa un quinto della popolazione scolastica, non sembra sufficiente a compensare la diminuzione complessiva degli iscritti.

E il problema non è soltanto bresciano. L’intera Lombardia sta affrontando una riduzione consistente della popolazione scolastica. Nella fascia tra i 6 e gli 11 anni si è passati da circa 412 mila frequentanti nel 2020-21 a 366.683 nel 2025-26, con una contrazione dell’11% in cinque anni.

Numeri che inevitabilmente obbligano le istituzioni a ripensare l’organizzazione della rete scolastica. Con meno studenti, infatti, diventa necessario valutare con attenzione la distribuzione delle classi, l’utilizzo degli edifici e l’impiego delle risorse.

Per questo sono già allo studio possibili accorpamenti e riorganizzazioni dei poli scolastici. Nel piano relativo al 2026-27, elaborato dalla Provincia e approvato dalla Regione a gennaio, una delle operazioni più rilevanti riguarda Lumezzane, dove i poli Est e Ovest sono destinati a essere riuniti in un’unica realtà, con le due scuole primarie interessate dall’operazione.

La fotografia che emerge è quindi quella di una scuola chiamata a cambiare pelle. Il problema non è soltanto avere meno iscritti: nei prossimi anni il calo delle nascite potrebbe significare meno classi, edifici sovradimensionati e una nuova sfida per amministratori e istituzioni chiamati a ridisegnare la scuola sul territorio.

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Last modified: Agosto 23, 2026
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