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AIC, mezzo secolo di innovazione: nasce a Torbole il nuovo polo della meccatronica

Odolo — Cinquant’anni fa, in una piccola officina di Odolo, un giovane tecnico bresciano ebbe un’idea destinata a cambiare il modo di lavorare dell’industria siderurgica. Era Dino Capitanio, e la sua intuizione – automatizzare il taglio dei binari con una macchina invece che a mano – segnò l’inizio della Automazioni Industriali Capitanio, oggi conosciuta nel mondo come AIC.

di Monia Settimi

Da quella prima pressa spaccarotaie degli anni Settanta, l’azienda ha costruito un percorso costante di crescita, diventando un gruppo internazionale con sedi in India, Stati Uniti, Brasile, Germania e Repubblica Ceca, oltre alle storiche basi in Odolo, Torbole Casaglia e Friuli.

Oggi AIC festeggia il suo cinquantesimo anniversario con un nuovo traguardo: l’apertura di un polo dedicato alla meccatronica a Torbole Casaglia, cuore del nuovo progetto di espansione. Il sito, 1.000 metri quadrati di tecnologia e innovazione, ospiterà la Divisione Mechatronics, dove si studieranno soluzioni di intelligenza artificiale e robotica integrata per l’industria siderurgica.

«Non costruiamo robot, ma li facciamo lavorare insieme alle persone», spiega Marco Capitanio, oggi alla guida dell’azienda di famiglia. «L’obiettivo è ridurre l’intervento umano nelle fasi più rischiose, aumentare la sicurezza e migliorare la qualità del lavoro».

Il progetto si inserisce in un piano di sviluppo più ampio che prevede anche la realizzazione di una nuova palazzina uffici da 2.400 metri quadrati, ottenuta dal recupero di una cascina adiacente. All’interno ci saranno 120 nuove postazioni, una palestra aziendale, una sala ristoro, una foresteria e persino una lavanderia interna. Il tutto alimentato da un impianto fotovoltaico da 250 kW, simbolo del nuovo impegno green del gruppo.

I numeri confermano la solidità della visione: nel 2024 AIC ha registrato 55,7 milioni di euro di ricavi aggregati, in crescita rispetto ai 47,2 milioni dell’anno precedente, con la tedesca Kern Industrie Automation – oggi controllata al 100% – che contribuisce con 13 milioni di euro di fatturato.

Ma i risultati economici, per l’azienda bresciana, sono solo una parte della storia. La vera forza è il modello di impresa benefit costruito nel tempo: un sistema che mette le persone e la sostenibilità al centro della strategia industriale. «Vogliamo ispirare le persone per crescere insieme e lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato», afferma ancora il CEO.

Con le radici ben salde nella Valle Sabbia e lo sguardo rivolto al futuro, AIC dimostra che anche da un’officina di provincia può nascere un gigante dell’automazione industriale. Dal primo binario tagliato negli anni Settanta ai robot intelligenti di oggi, la storia della famiglia Capitanio è la prova che innovazione e coraggio, quando camminano insieme, sanno costruire un futuro d’acciaio.

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Last modified: Ottobre 24, 2025
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