Brescia (giovedì, 21 maggio 2026) — Non solo agricoltura, ma anche politica nazionale e scenari futuri: l’assemblea nazionale di Coldiretti trasforma Brescia in un punto nevralgico del dibattito italiano. Tra ministri, istituzioni e rappresentanti del settore, il protagonista assoluto resta Ettore Prandini, che mette fine alle indiscrezioni su una sua possibile candidatura alle Regionali lombarde del 2028.
di Monia Settimi
Davanti a una platea gremita al PalaLeonessa, Prandini chiarisce senza lasciare spazio a interpretazioni: il suo futuro, almeno per i prossimi anni, resterà legato esclusivamente alla guida degli agricoltori italiani. Un modo diretto per archiviare le voci che lo volevano tra i possibili successori di Attilio Fontana alla guida della Lombardia.
L’evento ha richiamato alcune delle figure più influenti del governo, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, passando per il vicepremier Antonio Tajani e la sindaca di Brescia Laura Castelletti.
Ma il cuore del discorso è stato soprattutto economico e strategico. Prandini ha acceso i riflettori sul peso crescente della concorrenza internazionale, criticando apertamente l’approccio europeo, giudicato troppo lento e soffocato da regolamenti e procedure. Secondo il numero uno di Coldiretti, mentre colossi come Stati Uniti e Cina accelerano su innovazione, industria e intelligenza artificiale, l’Europa rischia di perdere terreno restando intrappolata nella burocrazia.
Dal palco bresciano è arrivato invece un riconoscimento all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per le misure adottate a sostegno del comparto agricolo, considerato sempre più strategico in una fase di forti tensioni economiche e geopolitiche. Un intervento che ha assunto il tono di una chiamata all’azione: meno carte, più investimenti e una politica agricola capace di competere davvero sullo scenario globale.
Last modified: Maggio 21, 2026



