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Brescia, il nodo irrisolto della sicurezza: 16 morti sul lavoro in dieci mesi

Brescia (martedì, 9 dicembre 2025) — Nel 2025 la Lombardia mostra segnali di miglioramento, ma non ovunque. Mentre i numeri regionali dei decessi sul lavoro scendono, Brescia resta uno dei punti più critici della mappa.

di Monia Settimi

Da gennaio a ottobre, sedici lavoratori hanno perso la vita in provincia, un dato che colloca il territorio in zona arancione secondo l’Osservatorio Vega. La regione, nel suo insieme, rimane in zona bianca, ma il Bresciano continua a distinguersi in negativo.

A livello lombardo, i decessi registrati sono stati 128, il 17,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Un calo significativo, che però non impedisce alla Lombardia di essere ancora la regione con il maggior numero assoluto di morti sul lavoro in Italia.

Milano domina questa triste classifica con 36 vittime, seguita proprio da Brescia e poi da Bergamo. Il quadro degli infortuni non mortali conferma la tendenza: con quasi 13 mila denunce, la provincia bresciana è seconda solo al capoluogo regionale, che supera le 30 mila segnalazioni.

Il settore manifatturiero continua a essere il più colpito, seguito da trasporti, commercio, edilizia e sanità. Tra le vittime in Lombardia figurano 16 donne e 28 lavoratori stranieri, mentre gli uomini restano i più coinvolti in termini assoluti, con quasi 50 mila infortuni registrati in occasione di lavoro.

L’indice di Brescia, 28,8 casi per milione di lavoratori, non porta la provincia nella zona rossa ma rimane comunque superiore alla media nazionale. Un valore che conferma una fragilità strutturale che il calo regionale dei decessi non riesce a mascherare.

Il 2025 sembra portare qualche passo avanti, ma la realtà è che, soprattutto a Brescia, la sicurezza sul lavoro continua a rappresentare una sfida aperta e urgente, che richiede interventi concreti e continui.

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Last modified: Dicembre 9, 2025
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